Il Tirreno

Livorno

Il caso

Airbag a rischio sulle vecchie Citroën C3. Nuovo caso in città: «Non posso guidarla»

di Stefano Taglione
Riccardo Pasquinelli
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Riccardo Pasquinelli

Il racconto di Riccardo Pasquinelli: «Fermo da mesi perché non hanno il pezzo di ricambio, meno male abbiamo due auto»

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LIVORNO. Non può guidare la sua macchina da novembre perché l’airbag ha un difetto e la casa produttrice – che gli ha inviato una lettera di richiamo, raccomandandogli di andare al più presto in una concessionaria – «non ha il pezzo sostitutivo».

È la disavventura di un settantaduenne livornese, il giornalista in pensione Riccardo Pasquinelli, che da mesi è costretto a tenere ferma la sua Citroën C3 e, lui e la moglie, sono si spostano con la seconda auto di famiglia. «E meno male che ce l’abbiamo – racconta – altrimenti dovremmo muoverci a piedi. All’inizio la lettera di richiamo che abbiamo ricevuto l’ho ignorata, non ci ho dato peso, ma quando a marzo mi sono attivato per prendere l’appuntamento in concessionaria, da Scotti & Baroncini, mi hanno detto che la Citroën non aveva ancora inviato questo maledetto pezzo».

Nel frattempo, proprio a causa del difetto dell’airbag, Pasquinelli non può guidare: deve lasciare l’auto ferma. «È un disagio non da poco – prosegue – perché su quel mezzo ci stiamo pagando il bollo e l’assicurazione. Vorrei intervenire contro la casa produttrice con un avvocato o un’associazione dei consumatori, perché stanno creando un grave disservizio». Disagi che hanno colpito non solo lui, ma anche altre persone a Livorno: fra loro Sauro, che al Tirreno nei giorni scorsi aveva raccontato il suo disagio. «Gentile cliente – questa la lettera ricevuta a casa – le scriviamo per avvisarla di un problema che riguarda la sicurezza della sua C3, dotata di dispositivi di gonfiaggio degli airbag prodotti dalla società Takata. Le sostanze chimiche contenute potrebbero deteriorarsi nel tempo, esponendo guidatore e passeggero al rischio di rottura, con una forza eccessiva in caso di incidente, in grado di provocare gravi lesioni o morte. Le chiediamo di sospendere immediatamente la guida del suo veicolo».

Non è chiaro se per Pasquinelli il richiamo sia per lo stesso dispositivo di gonfiaggio dalla Takata, «perché io quella lettera non so dove l’ho messa», ammette. Ma è probabile. Citroën, con delle lettere inviate a domicilio, ha richiamato circa 600.000 macchine. Si tratta di auto prodotte fra il 2009 e il 2019 – nel caso di Pasquinelli una C3 del 2011, come per Sauro – in una ventina di Paesi dell’Europa meridionale (Italia compresa), del Medio Oriente e del Nord Africa. In particolare, la campagna riguarda 497.171 Citroën C3 e 108.601 DS3». «Chi ha ricevuto la lettera – le parole di Sandro Pacciardi, dirigente del concessario Scotti & Baroncini, punto di riferimento della multinazionale Stellantis per la città – venga da noi, che riceverà un appuntamento. In questi giorni stiamo fornendo, proprio per venire incontro ai livornesi, un servizio gratuito di assistenza clienti, con una persona adibita esclusivamente a questa mansione. Le persone che hanno difficoltà con la procedura online si possono rivolgere direttamente a noi, siamo qui per aiutarle». l

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