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Ospedale di Livorno, aggressioni record: «Minacce e insulti ogni giorno». Il caso della spedizione punitiva

di Stefano Taglione
Ospedale di Livorno, aggressioni record: «Minacce e insulti ogni giorno». Il caso della spedizione punitiva

Violenze una volta a settimana: gli infermieri i più a rischio

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LIVORNO. Quarantacinque sanitari aggrediti in un solo anno, quasi uno a settimana. La maggior parte (23) sono infermieri, ma non si salvano nemmeno i medici (otto) e gli operatori socio-sanitari (sette). Sono questi i numeri, a dir poco allarmanti, diffusi dall’Asl Toscana nord ovest e relativi al 2023 in merito ai casi di violenza all’ospedale di viale Alfieri e nei distretti sanitari della nostra città. «Purtroppo – racconta un operatore al Tirreno, chiedendo l’anonimato – ogni giorno c’è un problema, soprattutto persone che dal nulla insultano o minacciano chi lavora. Spesso a creare problemi sono individui con un quadro clinico già deficitario e che lo aggravano facendo uso di droghe».

I dati

Quarantacinque, come anticipato, le aggressioni avvenute nel 2023 a Livorno, con l’Asl che ha inviato 30 segnalazioni ai carabinieri del Nas – il Nucleo tutela e sanità di via Pieroni – per fare altrettante sanzioni amministrative da mille a 8.000 euro. Sono le multe previste da qualche anno per contrastare la violenza nei confronti di chi lavora nella sanità, che però vengono applicate per gli episodi più lievi, per così dire, che riguardano per lo più minacce od offese. Per chi picchia i sanitari, come accaduto al pronto soccorso un anno fa quando venne preso a pugni il primario livornese Luca Dallatomasina, si va nel penale senza passaggi intermedi: denuncia alle forze dell’ordine della vittima, in questo caso il medico versiliese, e l’Asl Toscana nord ovest che si costituisce parte civile chiedendo, al paziente o al suo parente violento, un cospicuo risarcimento. Le categorie professionali più colpite dalle aggressioni sono gli infermieri (23 volte su 45, oltre la metà), poi i medici (otto), gli operatori socio-sanitari (sette), le ostetriche (una) e altre sei sotto la voce “Altri”. Sono le donne a essere aggredite di più: 31 episodi contro i 14 degli uomini, mentre 40 volte le aggressioni sono solo verbali e 14 fisiche (il titolare fa 45, e non 54, perché ci sono diversi episodi promiscui di offese e aggressioni fisiche).

L’ultimo episodio

Risale a lunedì scorso l’ultimo caos scoppiato al pronto soccorso, dopo che nei mesi scorsi si erano verificati diversi disordini, ad esempio quando una paziente decise di orinare in mezzo al corridoio vicino al triage o quando vennero insultati medici e infermieri al lavoro. In questo caso, erano da poco passate le 17, due quarantenni nordafricani si sono messi a litigare per una bicicletta e hanno proseguito il diverbio proprio in ospedale, il primo dalla camera calda, dove arrivano le ambulanze, e il secondo dall’interno dell’accettazione. Per placarli è stato necessario l’intervento delle guardie giurate del Worsp Security Group, oltre a una volante della polizia di Stato. Le forze dell’ordine intervengono molto spesso in viale Vittorio Alfieri, specie quando è chiuso il posto fisso della questura, aperto la mattina e quasi sempre anche al pomeriggio, ma mai la sera e la notte.

La testimonianza

«Le aggressioni verbali sono le più comuni – spiega, chiedendo l’anonimato, un operatore ospedaliero – spesso per protestare verso prestazioni che non vengono erogate, nell’ignoranza che esistono dei protocolli che di fatto costringono i l personale a prendere certe decisioni. Ci sono poi persone che, dall’esterno, portano i loro problemi dentro il pronto soccorso e si sfogano con chi lavora».

Spedizioni punitive

Ma non mancano nemmeno le spedizioni punitive, come avvenuto qualche tempo fa proprio al triage. Un giovane, accusato di aver rubato un cellulare, è stato seguito fino all’ospedale da altre persone che lo volevano picchiare per vendicarsi del presunto furto. «Dov’è finito, lo voglio ammazzare», furono le parole di un individuo che, appunto, stava cercando il paziente indicandolo come ladro di telefonini. Se non fosse stato per il rapido intervento delle guardie giurate in servizio all’ospedale, infatti, il giovane paziente sarebbe stato probabilmente linciato. «Purtroppo gli episodi violenti accadono quasi ogni giorno, ultimamente sono aumentati – spiega ancora l’operatore – e chi lavora in viale Alfieri è molto preoccupato da quest’escalation». In ogni caso, sia il personale addetto alla sicurezza che le forze dell’ordine, fanno il massimo. Con intervento frequenti e risolutivi.

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