Il Tirreno

Livorno

Ambiente

Cold ironing, due anni per dire addio al fumo delle navi nei porti di Livorno e Piombino

di Maurizio Campogiani

	Sandra Muccetti
Sandra Muccetti

Definito l’iter che porterà all’inizio dei lavori per l’elettrificazione delle banchine finanziati con i fondi del PNRR. Un investimento di circa 80 milioni di euro che dovrebbe avere importanti benefici sotto il profilo ambientale. Impegnati complessivamente 60 megawatt di potenza

16 maggio 2024
2 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Entro il primo semestre del 2006, quindi tra circa due anni, il cold ironing nei porti di Livorno, Piombino e Portoferraio diventerà realtà. A dieci anni di distanza, dunque, dal fallimento di una precedente esperienza, l’elettrificazione delle banchine diventerà un aspetto importante dal punto di vista soprattutto ambientale per le tre realtà che fanno parte dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Tirreno Settentrionale. Ne parliamo con l’ingegner Sandra Muccetti, a capo della direzione Infrastrutture Piombino ed Elba, che segue direttamente l’iter partito dopo il finanziamento di 77,5 milioni di euro (55 per il porto di Livorno e 22,5 per quelli di Piombino e Portoferraio, con entrambi i lavori affidati, dopo gara pubblica, al Consorzio Integra) del fondo complementare del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

«Per quanto riguarda Piombino e Portoferraio – esordisce l’ingegner Muccetti – il progetto esecutivo sarà completato entro giugno e subito dopo si darà il via ai lavori, che dovrebbero essere completati, secondo il nostro cronoprogramma, entro dicembre del prossimo anno. Tempi leggermente più lunghi per quanto riguarda Livorno (l’iter ha subito un fermo perché l’impresa arrivata al secondo posto nella gara d’appalto aveva presentato ricorso al Tar che però è stato respinto, ndr). Adesso abbiamo fatto il contratto e stiamo andando alla consegna del progetto esecutivo, per cui contiamo di dare inizio ai lavori a settembre».

Riguardo il perché la precedente esperienza non sia andata a buon fine, l’ingegner Muccetti ha le idee chiare. «Allora – riprende – non eravamo pronti noi e neanche gli armatori. Adesso la situazione è cambiata. Premesso che l’impianto precedente sarà quasi completamente recuperato, prima di partire abbiamo contattato direttamente le compagnie armatoriali per sapere a che punto erano con l’adeguamento delle flotte. Da parte loro è arrivata l’assicurazione che stanno già operando in tal senso e che tra due anni buona parte delle navi sarà in grado di approvvigionarsi elettricamente in banchina. Superati anche i problemi di connessione alla rete elettrica nazionale. Per quanto riguarda Piombino e Portoferraio abbiamo chiesto di avere a disposizione 10 megawatt da poter assicurare alle navi ed Enel Distribuzione sta già lavorando in tal senso. Pressoché analogo il discorso per quanto concerne Livorno, dove Terna ed Enel Distribuzione stanno operando per metterci a disposizione 60 megawatt. Siamo quindi particolarmente ottimisti nel fissare la partenza del cold ironing nei tre scali marittimi entro il primo semestre del 2026».

Le ultime
Cibo e pericoli

Cereali ritirati dai supermercati italiani: si rischia di soffocare

Cinema in Toscana