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Livorno, nella ex Lonzi una speranza oltre i rifiuti: «Sarà un parco per i bambini»

di Flavio Lombardi
Livorno, nella ex Lonzi una speranza oltre i rifiuti: «Sarà un parco per i bambini»

Dopo sequestri e bonifiche la Regione annuncia di voler acquisire l’area per poi donarla al Comune. «Già spesi oltre 2,5 milioni di euro, a breve l’operazione sarà conclusa»

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Livorno All’ex Lonzi c’è una speranza oltre i rifiuti a distanza di sei anni dai sequestri nell’ambito della maxi inchiesta della Dda (è in corso il processo) per un presunto traffico illecito di rifiuti.

Oggi centinaia di tonnellate di rifiuti da classificare in base alla loro pericolosità, si trovavano ancora lì. Coperte e in attesa di essere trattate. Ma potrebbero avere i giorni contati. Quindici mesi fa a salvaguardia della salute pubblica, la Regione ha infatti avviato l’iter per la rimozione con messa in sicurezza in emergenza, con l’intenzione di rivalersi successivamente sull’impresa. L’ufficio Ambiente ed Energia, la cui responsabile per questo cantiere è Renata Caselli, ha pubblicato una gara per individuare l’azienda (bando vinto poi dalla bolognese Hera, ndr) che per circa due milioni e mezzo di euro si è occupata della rimozione. Un lungo percorso burocratico, arrivato quasi alla fine, cominciato il 9 dicembre 2020 con l’inizio da parte di Aamps della rimozione (circa 2.500 tonnellate) e coordinato dal settore ambiente del Comune. A giugno scorso, con l’impianto gestito ancora dal curatore fallimentare, ecco lo stanziamento di altre decine di migliaia di euro per assicurare presidio e accesso esclusivo nell’area fino allo scorso autunno. Alla scadenza del quale, la ditta incaricata avrebbe avuto un nome e incarico al definitivo sgombero per il totale recupero.

La bonifica

Tanti lavori fatti. Resta da rimuovere una grande tettoia in amianto (intonsa quindi al momento non pericolosa) e altro materiale non previsto. Come le quasi 200 bombole venute alla luce rimuovendo i mucchi di rifiuti. Altre caratterizzazioni prima della rimozione totale prevista per fine mese e che ci faranno arrivare alla prima settimana di giugno prima che sia tutto completamente libero. Si lavorerà sull’alveo del Rio Cignolo. Ed il Comune ha già pronto il progetto di caratterizzazione, approvato in conferenza di servizi. Una volta sgombrata l’area saranno fatti carotaggi nel terreno per verificare eventuali contaminazioni. Un procedimento di cui si andrà a parlare in concreto, facendo i passaggi di legge, per fine settembre 2024.

La situazione oggi

L’assessora regionale all’Ambiente Monia Monni è soddisfatta: «Procedimento lungo, accidentato e difficile arrivato a conclusione grazie alla collaborazione col Comune di Livorno. Una storia che ha segnato profondamente il territorio. E grazie anche al consigliere regionale Francesco Gazzetti, che volle nella scorsa legislatura una commissione d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti».

L’assessora conferma la situazione che resta ingarbugliata sulla vicenda. E che riguarda l’escussione delle fideiussioni, con la Regione che al momento è rientrata solo di una piccola parte di ciò che ha speso e ha intrapreso la via per ottenere un onere reale sull’area «che, essendo ormai prossima alla sua valorizzazione, mi sembra giusto che si restituisca non solo a usi legittimi, ma alla cittadinanza. Vogliamo che diventi proprietà nostra che poi sarà girata al Comune». L’idea è quella di percorrere una strada nuova sul piano giuridico: trasferire la proprietà, in virtù del fatto che sono state investite cospicue risorse pubbliche. Lo sapremo più avanti, ma c’è grande fiducia sul buon esito. Subito si pensa a cosa potrebbe diventare, l’ex Lonzi. «Un parco a tema», confermano dal Comune. Giochi e divertimenti per bambini ed adulti, che parlino di rigenerazione ambientale, ciclo dei rifiuti e tutte le tematiche sulla sostenibilità.

Utile per le scuole della città e non solo, una sana e virtuosa porta d’ingresso al parco delle colline livornesi. l

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