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Mense scolastiche, è Livorno la città più cara d’Italia per le elementari: la classifica e il costo medio del singolo pasto


	Mense scolastiche: Livorno tra le città più care
Mense scolastiche: Livorno tra le città più care

Per la primaria Prato risulta tra le dieci meno care (2,75 euro a pasto contro i 6,40 di Livorno). La nuova indagine di Cittadinanzattiva: i dati in Toscana

13 maggio 2024
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Tra 84 e 85 euro al mese: è quanto una famiglia ha speso in media nell’anno scolastico in corso per la mensa di un figlio iscritto rispettivamente alla scuola dell’infanzia e alla primaria. Si tratta di 4,20 e 4,26 euro a pasto. La regione mediamente più costosa è la Basilicata (109 euro mensili) mentre quella più economica è la Sardegna (61 euro nell’infanzia e 65 euro per la primaria). Sono i dati che emergono dalla VII Indagine sulle mense scolastiche di Cittadinanzattiva, con la quale l'associazione ha preso in esame le tariffe di tutti i 110 capoluoghi di provincia sia per la scuola dell’infanzia che per la primaria. È stata inoltre svolta una disamina dei fondi messi a disposizione con il Pnrr nei vari territori.

Secondo il rapporto, l’incremento rispetto alla precedente indagine, riferita al 2022/23, è stato di oltre il 3%, ma le variazioni sono molto differenti a livello regionale: in Calabria si registra un aumento di oltre il 26%, mentre in Umbria la riduzione più evidente di circa il 9%. A livello di singoli capoluoghi di provincia, sono le famiglie di Barletta a spendere di meno per il singolo pasto (2 euro sia per l’infanzia che per la primaria) mentre per l’infanzia si spende di più a Torino (6,60 euro a pasto) e per la primaria a Livorno e Trapani (6,40 euro). Per la primaria, Prato risulta tra le dieci meno care.

Fra le città metropolitane, soltanto Roma rientra nella classifica delle meno care, con un costo a pasto per la famiglia "tipo" di circa 2,32 euro in entrambe le tipologie di scuola. «Da anni chiediamo che la ristorazione scolastica diventi un servizio pubblico essenziale, e fra le raccomandazioni previste anche dal '”Piano di Azione nazionale per l’attuazione della garanzia infanzia” vi è quella di rendere il pasto scolastico gradualmente gratuito per tutti, partendo dai bambini e dalle bambine che vivono in famiglie in povertà assoluta. Una condizione che purtroppo accomuna sempre più minori: il 4,9% dei minori di 16 anni è in condizione di deprivazione alimentare e il 2,5% non può permettersi un pasto proteico al giorno», commenta Adriana Bizzarri, coordinatrice nazionale Scuola di Cittadinanzattiva.


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