Il Tirreno

Livorno

L’intervista

Christian Volpi alle Paralimpiadi, il sogno che si avvera: «Non ho dormito, incredibile»

di Stefano Taglione
Christian Volpi festeggia insieme ai suoi fratelli
Christian Volpi festeggia insieme ai suoi fratelli

Livorno, a tre anni dal tragico incidente stradale è quarto al mondo nei 200 metri di paracanoa: «Troppe persone mettendomi pressione lo davano per scontato, chiedo più rispetto. L'obiettivo? Arrivare in finale a Parigi»

11 maggio 2024
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LIVORNO. «Sono felicissimo per me e per tutta la squadra italiana, visto che molti altri ragazzi riusciranno a portare la propria barca a Parigi. Poco prima della gara mi sono abbracciato con il tecnico di un altro atleta, emozionatissimo per il suo risultato e a un certo punto, siccome mi stavo mettendo a piangere dalla gioia e mancavano appena due ore alla finale, me ne sono dovuto andare in acqua a vogare perché altrimenti non avrei resistito. Oltre che uno sportivo sono una persona molto sensibile. Se penso a dove ero tre anni fa quasi non ci credo, è stato un percorso incredibile. Ora non vedo l’ora di venire a Livorno a festeggiare».

Christian Volpi è raggiante. Il 10 maggio, in Ungheria, ha fatto la storia: quarto al mondo nei 200 metri di paracanoa a pochi centimetri dal podio iridato e pass staccato per le Paralimpiadi di Parigi 2024, il suo desiderio più grande che tre anni fa, all’indomani del tragico incidente in scooter di via di Levante in cui ha perso la gambe, sembrava inarrivabile. E forse lo era. Ma non per lui, che è andato oltre ogni aspettativa. Faticando tantissimo per ricostruire una vita segnata dal dramma improvviso e diventando, grazie a un lavoro senza eguali, sportivo di primo piano dello Stivale e punta di diamante del gruppo sportivo dell’Esercito, nel quale si è arruolato pur continuando ad allenarsi con il padre e i fratelli alla Navicelli Paddle Sport, nel canale fra Livorno e Pisa.

Volpi, dopo diverse gare in cui aveva sfiorato la qualificazione per i Giochi paralimpici, oggi (ieri per chi legge ndr) ha fatto l’impresa. Come si sente?

«Sono entusiasta, perché questo risultato è il coronamento di un lavoro durissimo. Mi alleno due volte al giorno e il livello è veramente molto alto. Infatti mi hanno dato molta noia le tante persone che davano tutto per scontato».

In che senso?

«Ho sentito troppi discorsi che non mi sono piaciuti, anzi mi hanno fatto soffrire. Certa gente dava per sicuro il mio pass per le Paralimpiadi, senza capire che serviva effettivamente un’impresa, che era difficilissimo qualificarsi. Un ragazzo, probabilmente per scherzo, una volta mi ha detto che se non ce l’avessi fatta non sarebbe stato più mio amico. Queste frasi sono irrispettose verso di me e in generale nei confronti di qualsiasi atleta. Per raggiungere un traguardo del genere c’è dietro un mondo di sacrifici. Solo 20 giorni fa ho trascorso due settimane a Sabaudia, nel Lazio, in preparazione della sfida in Ungheria e vi assicuro che non è stato facile. Io in questi tre anni ho fatto quanto in mio potere per arrivare a Parigi e sapevo che non era scontato, anzi ero conscio che sarebbe stato difficilissimo».

Questo le ha messo molta più pressione del dovuto?

«Sì, decisamente. Faccio un esempio: ieri sera (giovedì per chi legge ndr) non ho dormito al pensiero della gara, quindi certe frasi hanno rappresentato il carico da 90 in termini di aspettative. Del resto mi stavo preparando per un campionato mondiale, mica per andare a raccogliere le margherite. Devo ringraziare la mia famiglia, la mia fidanzata e miei amici, perché se non ce l’avessi fatta per loro sarei rimasto sempre il solito Christian. Ho capito che la qualificazione alle Paralimpiadi dovevo raggiungerla per me e per le persone più vicine. Ringrazio anche il gruppo sportivo, che mi ha fornito gli strumenti per allenarmi al meglio e per farcela. Ora non vedo l’ora di riposare e tornare a Livorno vicino ai miei cari».

Quando tornerà a Borgo di Magrignano?

«Domenica sera (domani per chi legge ndr). Ho bisogno di riposare e stare vicino alle persone che amo. Poi, naturalmente, riprenderò ad allenarmi. Non vedo l’ora di tornare in acqua perché settembre, quando inizieranno le Paralimpiadi di Parigi, è praticamente dietro l’angolo».

Che obiettivo si dà?

«Il mio obiettivo è arrivare in finale, quindi nei primi otto: per me sarebbe veramente un grande risultato. Prenderò ciò che arriverà dando il massimo, parliamo di un’Olimpiade». 

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