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Padiglioni ko all’ospedale di Livorno: «Subito i lavori, non si può aspettare il 2030»

Padiglioni ko all’ospedale di Livorno: «Subito i lavori, non si può aspettare il 2030»

Reagisce il mondo politico dopo l’ultimo episodio in Oncologia. Vaccaro: «Aspettando il nuovo si è dimenticato di agire sull’attuale». Italia Viva: «Salvare le nostre specialistiche»

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Livorno «L’ospedale è abbandonato», grida il centrodestra che sollecita interventi urgenti. Ma anche nella coalizione di centrosinistra c’è chi - come Italia Viva - lancia un appello perché Livorno, in attesa del nuovo ospedale, mantenga quelle specialistiche che lo hanno sempre contraddistinto. L’ennesimo crollo negli Spedali Riuniti di Livorno, stavolta in oncologia, a pochi metri dai degenti, smuove il mondo politico. La candidata di Alternativa Popolare Costanza Vaccaro attacca: «Non è ammissibile l’abbandono a cui, in questi anni, è stato condannato il nostro presidio ospedaliero, con i cittadini che, addirittura, rischierebbero la propria incolumità per farsi curare». E chiede: «Possibile che siamo arrivati ad avere sette padiglioni che necessitano di lavori sui soffitti a causa delle infiltrazioni? Per anni i nostri amministratori si sono riempiti la bocca parlando di dove costruire un nuovo ospedale ma nel frattempo hanno trascurato non solo la doverosa manutenzione dell’attuale presidio, ma soprattutto l’offerta sanitaria e il livello delle sue prestazioni giudicate in affanno, al netto delle eccellenti professionalità che lavorano nel nostro complesso ospedaliero. Quanto al’nuovo ospedalino’, se mai vedrà la luce, sarà pronto forse nel 2030, quindi dovranno essere spesi soldi, tanti soldi, sia per la realizzazione del nuovo ospedale, sia per la messa in sicurezza di quello attuale». Attacca anche Alessandro Guarducci, candidato a sindaco del centrodestra: «Mentre la giunta uscente prova a rassicurare i cittadini con i rendering del nuovo ospedale, del progetto vero si sono però perse le tracce e la sanità livornese cade letteralmente a pezzi». «Nella migliore delle ipotesi - aggiunge - il nuovo ospedale sarà pronto nel 2030, quindi fino ad allora che cosa si vuole fare? » e chiede ad amministrazione Pd, Regione e Asl se "davvero vogliono lasciare a Livorno solo macerie». Per Italia Viva, il coordinatore Alfio Baldi, guarda avanti e dice: «Siamo contenti delle notizie riportate dal Tirreno di un finanziamento di due milioni e mezzo per le straordinarie manutenzioni per l’Ospedale di Livorno. Abbiamo per mesi richiesto di anticipare quello che purtroppo è accaduto, facendo definire dagli uffici tecnici il minimo necessario da mettere a bilancio per consentire l’agibilità dell’ospedale. Siamo contenti del finanziamento, ma non possiamo accettare che tutto questo sia da considerare emergenziale, pretendiamo che nel bilancio preventivo del 2025 si definiscano le quantità economiche per fare "funzionare" l’Ospedale di Livorno». Baldi aggiunge: «Mentre si rassettano gli indici degli standard ospedalieri e quelli territoriali, con una commissione ad hoc nazionale che non vede certo il protagonismo della Toscana, sarebbe il caso di collegare strutture, idee e prospettive per quello che vorremmo da qui alla realizzazione del nuovo Ospedale. Intanto trovare una sede adeguata alla Unità operativa complessa di Chirurgia Toracica, completarne la necessaria forza lavoro, per mantenere sulla Nord Ovest una risposta alle patologie oncologiche che vengono trattate da questa unità operativa. In questa attesa girano per la Toscana progetti di accentramento, ma siccome la linea guida è "volumi ed esiti", forse bisogna ricordare l’epidemiologia della Costa Toscana. Crediamo che l’obiettivo del mantenimento delle specialistiche che fanno dell’Ospedale di Livorno uno ospedale sovra provinciale sia un obiettivo che persegua il bene della città e di tutta la Nord Ovest»

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di Redazione web