Il Tirreno

Livorno

L’intervista

Lo sbarco di mister Costa a Livorno tra basket, Acquario e porto: «Una città nella quale credo»

di Alessandro Bernini
Giuseppe Costa, 67 anni, nuovo socio della PL (foto Masini)
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Giuseppe Costa, 67 anni, nuovo socio della PL (foto Masini)

Il Cavaliere del lavoro ha appena firmato il suo ingresso nella Pallacanestro Livorno. Un imprenditore XXXL che sceglie la nostra città: «Ora voglio portare in alto la PL»

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LIVORNO. L’applauso risuona nei corridoi. Anche se stavolta non siamo al Palasport dopo un canestro di Chiarini ma nello studio del notaio Cocchini, dove di solito regna il silenzio. Sono le 11.49, il Cavaliere del lavoro Giuseppe Costa ha appena firmato il suo ingresso nella Pallacanestro Livorno. Un imprenditore XXXL che sceglie la nostra città.
Proprio in questi uffici, nel 1999, Aldo Spinelli firmò l’atto di acquisizione dell’As Livorno Calcio. Adesso un altro genovese sbarca per portare in alto una società storica che negli ultimi anni ha ritrovato nuovo slancio.

L’impatto è super. Persona squisita, cordiale, sorridente.

Benvenuto Giuseppe Costa.

«Grazie, anche se lei mi ha fatto litigare con mia moglie».

Perché?

«Perché quando ha scritto che sarei entrato nella Pallacanestro Livorno, non l’avevo ancora avvertita. Ma ora anche lei è felice di questa nuova avventura».

Già, la nuova avventura. Perché proprio la Pallacanestro Livorno?

«Guardi, c’è una domanda che dovrebbe precedere la sua. Ovvero “perché Livorno?”. E allora le dico che io credo tanto in Livorno, nelle potenzialità di questa città. Qui noi abbiamo due gioielli che sono l’Acquario e la casa editrice Sillabe. La Pielle sarà il nostro nuovo gioiello».

É stato proprio grazie a Sillabe e Opera Laboratori che lei è arrivato a Livorno.

«Sì. Con Sillabe abbiamo anche lo store che vende prodotti della PL e stiamo facendo numeri super. Così come con l’Acquario di Livorno: dopo una partenza soft, adesso abbiamo avuto nell’ultimo anno 150mila visitatori».

Ha interessi anche sul porto di Livorno?

«No, qualche anno fa c’erano stati dei movimenti ma poi non se n’è fatto di niente. Ma ho comunque dei buoni amici qui».

Ovvero?

«Uno è Piero Neri, ci conosciamo da tanti anni. Poi ero molto legato a Nello D’Alesio, persona eccezionale: portavamo avanti insieme il progetto “Porto dei Piccoli”, una associazione benefica che tuttora aiuta bambini che devono affrontare la malattia».

Lei con le sue aziende ha dei numeri di fatturato e di dipendenti impressionanti. Chiaro che i tifosi della PL inizino a sognare...

«Un imprenditore vive di obiettivi ambiziosi, quindi sì, vogliamo salire in A. Senza essere presuntuosi ma con un progetto che guarda verso l’alto».

Con che ruolo entra nella PL?

«Intanto abbiamo fatto subito un aumento di capitale in modo che Opera-Sillabe entri come socio (poi a fine giugno un rappresentante di Opera-Sillabe entrerà anche nel Consiglio di amministrazione, ndr)».

É vicino ad altri ambienti sportivi?

«Premetto che sono un grande amante dello sport. Nel calcio ad esempio mi piace avere una squadra del cuore in ogni nazione. In Italia il mio cuore è per il Genoa, in Spagna per il Real Madrid, in Inghilterra per il Liverpool. Ma cerco di dare una mano anche al Vado, società di calcio ligure in serie D».

Dove come sponsor c’è anche Aldo Spinelli. Lo conosce?

«Sì, ci conosciamo da tanti anni. So che ha portato il Livorno in A, poi il finale è stato da dimenticare. Diciamo che ripetere nella PL le cose che ha fatto inizialmente col Livorno, sarebbe un buon progetto».

Cosa conosce della PL ?

«Innanzitutto i suoi tifosi. A volte mi metto a guardare i video, sono davvero impressionanti. Uno spettacolo. Adesso ho conosciuto questo gruppo di soci coi quali sono sicuro faremo un percorso condiviso. Mi piace l’entusiasmo che hanno, mi piace il progetto che hanno messo su. E sa che cosa mi ha dato una spinta in più per tuffarmi in questa avventura con la PL?»

Che cosa?

«La presenza anche della squadra femminile. Mi piace che sia data importanza alle donne, al loro valore, alle loro qualità. Nelle mie aziende sarei costretto a mettere le “quote azzurre” perché credo di avere più donne che uomini...».

Domenica verrà al PalaModì per vedere PL-Herons?

«Sì, vengo, non vedo l’ora di esserci».

E per il derby del 21 aprile?

«Non lo so, per quei giorni avevo già fissato da tempo degli impegni, ma vedremo. Ho voglia di conoscere ancora di più questa città, i suoi luoghi più belli, i suoi piatti tipici. Se lei mi chiede se sono entusiasta di questa nuova avventura, le rispondo “si”. Veramente tanto».




 

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