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Dalla carta alle feste top, da Bonatti 80 anni di storia: «Il nostro segreto? Sicuramente sono le persone»
La storica “bottega del popolo” di via del Giglio e da due anni il raddoppio in via Firenze «Oggi ci siamo specializzati nella gestione di eventi: i nostri negozi anche luoghi d’incontro»
Livorno Se per Natale o per un compleanno volevi fare bella figura con il regalo, la soluzione più semplice era quella di andare da Bonatti in via del Giglio per incartare il dono. E poteva succedere che la carta fosse più gradita del dono. «Ora è tutto diverso – racconta Jessica Bonatti, nipote del mitico Alberto che aprì la supercartoleria nel lontano 1946 e figlia di Patrizio che ancora aiuta in bottega – e il “negozio di prossimità” è spesso sostituito da catene commerciali che offrono tutto nello stesso posto. Ma il fascino dei negozi storici rimane e lo dimostra il fatto che la nostra clientela non ci ha mai tradito».
Jessica Bonatti gestisce da due anni il nuovo locale di via Firenze rimanendo titolare della storica cartoleria a due passi da piazza Cavallotti affidata, oggi, a dipendenti. «E se la carta da pacchi ed imballaggi non va più e i prodotti tradizionali di cartoleria meno, oggi ci siamo specializzati nella gestione degli eventi come comunioni, compleanni, con bomboniere, palloncini, inviti, festoni per party shop e quant’altro. Praticamente offriamo la gamma completa dei prodotti per la festa».
E “festa” è un parola che lady Bonatti pronuncia con soddisfazione e non a caso il negozio di via Firenze è nato subito dopo la fine del periodo Covid.
«In via del Giglio il negozio era chiuso come tutti gli altri – prosegue nel racconto – e la nuova apertura ha voluto significare il ritorno alle feste e quindi alla vita». I ricordi ovviamente in 80 anni di vita non mancano e Jessica Bonatti decide di raccontarne due, uno doloroso e uno divertente: «In via del Giglio tra mia madre (che lavorava in negozio) e la clientela si erano instaurate anche amicizie. Ebbene un giorno scoprì che una cliente storica rubava peluche nascondendoli in borsa sotto le sue cose. Pianse per l’intera giornata».
Ma in negozio c’era spazio pure per qualche sana risata. «Come quella che facemmo, con il cliente già uscito però, il giorno in cui un signore entrò per comprare dei guanti da giardinaggio. Ebbene questi erano confezionati con lo spazio per il pollice e quello per il mignolo ripiegati sotto gli altri tre, il che a prima vista faceva sembrare il guanto elaborato ad hoc per persone amputate di due dita, ”ma per una mano normale non avete i guanti ?” se ne uscì il signore tra le risate trattenute delle commesse poi esplose dopo l’uscita del cliente». Una riflessione sull’importanza della “bottega” di vicinato che tende sempre di più ad essere emarginata . «Sento particolarmente come mia la questione in quanto in via del Giglio (ma diciamo pure piazza Cavallotti che rende meglio l’idea del negozio del popolo) era effettivamente il luogo d’incontro – aggiunge Bonatti - qui si facevano due chiacchiere, qui sono nate amicizie e così via. Ma d’altra parte è dura remare contro il progresso o quello che sembra tale. Voglio ricordare in tutti i casi l’esperienza cittadina del consorzio “Le Botteghe” che è purtroppo senza l’aiuto del Comune non ha ottenuto benefici ed è stato chiuso. E’ stato come sbattere il viso contro il muro. Anche il mio esercizio di via Firenze è un “negozio di vicinato”: da quando abbiamo aperto abbiamo “fidelizzato” persone che ormai sono di famiglia alle quali io e le mie dipendenti siamo affezionati».
Un ringraziamento alle 4 dipendenti, due in via Firenze (Sara e Veronica) e due in via del Giglio ( Chiara e Annamaria). «Senza di loro sarebbe molto più difficile». La domanda di rito è qual sia la ricetta del successo per arrivare a 80 anni di vita commerciale. Ma Jessica stoppa: «Se glielo dicessi non sarebbe più un segreto – sorride – e i concorrenti ci copierebbero».l
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