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A Livorno dall'Arcobaleno sbocciano fiori: «Noi una luce del rione, ma servono più tutele»

di Francesca Suggi
A Livorno dall'Arcobaleno sbocciano fiori: «Noi una luce del rione, ma servono più tutele»<br>

Nel negozio di viale Alfieri siamo arrivati alla terza generazioe. Il racconto del proprietario Stefano Del Nista: «Legame coi clienti»

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Livorno Alla terza generazione. Da due a quattro vetrine. Da 14 anni un presidio fiorito e color “Arcobaleno”, come il suo nome, di natura, creazioni, socialità, aggregazione, servizio e sicurezza sul viale Alfieri. «Se si vuole che i negozi di quartiere come il mio continuino a vivere bisogna ascoltarli, tutelarli: chi ci governa deve fare una scelta, far vivere i rioni, oppure far calare il buio con la chiusura delle attività». Stefano Del Nista, professione orgogliosamente fioraio, come la figlia Cecilia e la moglie Monica Regoli. Fiori, piante, creazioni. Le radici sono in quella baracchina dei fiori costruita nel 1954 in via delle Sorgenti da babbo Mario Regoli, con le sue mani, per la moglie Lia Franca Spagnoli. «Oggi bisogna essere concorrenziali rispetto alla grande distribuzione, e ovviamente diversificare». E qui il saper fare è la differenza. «Creiamo noi con le nostre mani composizioni di fiori, terrarium e allestimenti che vanno molto forte e seguono le esigenze e gli arredi dei clienti».

Niente è lasciato al caso. E soprattutto, complice l’e-commerce, adesso anche dall’altra parte del mondo si ordinano fiori e piante con un clic. E all’Arcobaleno ci sono clienti che fanno ordini addirittura dall’ Australia. «Abbiamo una ragazza italiana che vive in Australia che si serve da noi: con i pagamenti a distanza è un mercato che sta crescendo anche questo». Il segreto dell’Arcobaleno è sempre stare al passo coi tempi. E poi il rapporto col cliente. Il filo è diretto. «Un fiore comprato qui dura di più», commenta un cliente al bancone. Orgogliosi Cecilia Del Nista che spiega: «Noi consigliamo il cliente prima e dopo, a tutti i fiori che vendiamo regaliamo un prodotto che aiuta nella fioritura: è una nostra abitudine verso i clienti, ad ognuno spieghiamo cosa fare perché un fiore o una pianta duri nel tempo». E ancora: «Siamo un punto di riferimento, un presidio di sicurezza sul territorio, diamo tranquillità».

Tradizione e innovazione. Le rose rosse restano una prima scelta «anche se tanti oggi per fare un regalo le sostituiscono con i girasoli, vanno proprio a ruba tutto l’anno», ribadisce Stefano Del Nista. Va forte anche il tulipano «e ha preso piede il ranuncolo clone, si tratta del ranuncolo gigante per capirsi e comunque c’è una bella ricerca dell’ ortensia, della peonia». La pianta più venduta oggi in assoluto è l’orchidea. Cecilia Del Nista non manca di dare consigli anche attraverso i social. «Tutte le composizioni per nascite, matrimoni, compleanni, anniversari sono personalizzate e fatte a mano, è questo che oggi ci diversifica da tutto il resto». E chiudono con la loro simpatica missione, sfatare il pregiudizio che i garofani siano i fiori dei morti. «Lo stiamo facendo tornare in auge». E chiudono con un appello: «Anche le tasse comunali specialmente la Tari per la nostra categoria è esagerata: questo complica la vita perché un negozio duri nel tempo, oggi».l


 

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