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Il Festival sull’Umorismo insiste: Livorno sempre meno rappresentata

Il Festival sull’Umorismo insiste: Livorno sempre meno rappresentata

La kermesse della Fondazione Livorno senza la partnership del Tirreno

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LIVORNO. Nel 2023 era finito nel tritacarne della polemica “Antani”, lo slogan, giudicato «poco livornese» visto il chiaro richiamo alla “supercazzola” di Amici Miei, film capolavoro di Monicelli del 1975. E dunque importato da Firenze. Nulla a che vedere con la città dei Quattro Mori. Poi ci si era messo anche Zuckerberg che aveva cancellato la banana, ovvero oscurata la locandina che rappresentava un uomo che, sullo sfondo della Terrazza Mascagni e del suo mare, sgambetta la buccia di banana ribaltando il canone classico in un curioso paradosso (incidente, questo, poi risolto dagli organizzatori con i social media).

Quest’anno il Festival organizzato dalla Fondazione Livorno è pronto a tornare al teatro Goldoni ma insiste su una formula che non coinvolge a pieno la città nelle sue espressioni più legate alla satira e all’umorismo, tanto che la cosiddetta “livornesità” stenta a vedersi. Non che debba essere un marchio di fabbrica, per carità, visto comunque lo spessore di alcuni ospiti (peraltro solo alcuni sono stati annunciati), ma non c’è nel programma neppure un accenno alla città. Che sulla satira e sull’ironia avrebbe molto da dire e da raccontare, grazie a una tradizione che va dal Borzacchini (il dizionario nato dalla penna geniale di Giorgio Marchetti) al Vernacoliere e passa attraverso varie forme di espressione.

Invece si pesca da fuori. A cominciare dalla direzione artistica, per passare all’ufficio comunicazione, che vengono riconfermati rispettivamente a Luca Bottura e ad Elastica, dunque tutto concentrato su Bologna. E contrariamente alle passate edizioni non ci sarà, quest’anno, la partnership col Tirreno che non sarà dunque media partner della kermesse.

Tra gli ospiti di questa nuova edizione che si terrà dal 24 al 26 maggio presso il Teatro Goldoni, via Enrico Mayer 57 sono annunciati Paolo Jannacci, cantante e figlio d’arte, accompagnato dalla sua band composta da Roberto Gualdi alla batteria, Daniele Moretto alla tromba e Marco Ricci al basso elettrico, porterà in scena le canzoni del papà Enzo Jannacci più care al pubblico, insieme al nuovo repertorio del suo ultimo album dal titolo “Canterò”. La seconda protagonista annunciata dagli organizzatori è l’attrice Brenda Lodigiani, anche comica e influencer.
 

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