Il Tirreno

Livorno

Il lutto

Livorno piange Franco Trumpy, imprenditore e campione di rally

di Stefano Taglione

	Franco Trumpy
Franco Trumpy

Fondatore di “Giada Bigiotterie”, era pilota semiufficiale della Ford

29 marzo 2024
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LIVORNO. Uno dei primi capannoni al Picchianti, l’area industriale oggi densamente popolata di aziende alla periferia nord della città, è stato il suo. La “Giada Bigiotteria”, colosso livornese dell’import-export che lo ha portato a cavallo fra gli anni Ottanta e Novanta perfino a vivere in India. Mentre nel tempo libero, la sua grande passione, era il rally: al campionato italiano è stato perfino pilota semiufficiale della Ford, guidando la Escort con accanto il fratello Giuliano, esperto navigatore e suo infaticabile compagno di avventure sportive. Livorno piange Franco Trumpy von Schwanden, 84 anni, conosciutissimo imprenditore livornese che, alla fine della sua carriera lavorativa, ha aperto perfino una fonderia, la “Tre rose”, con sede in città e impianto produttivo nel Veneziano, patria del vetro, ambito in cui operava.

La triste notizia

La scomparsa nella mattinata di giovedì 28 marzo, in via Fiume, dove Franco abitava dopo aver vissuto per un ventennio a Quercianella. I soccorsi immediati dei volontari della Misericordia di via Verdi, con un’ambulanza con a bordo il medico del 118, purtroppo si sono rivelati inutili: Trumpy, infatti, è morto a causa del malessere improvviso, «che purtroppo – racconta il figlio Johan Christen Trumpy, che abita a Bergamo, dove è manager per un’azienda, la Maflon – si è inserito in un quadro clinico già molto complicato. Mio babbo ha smesso di soffrire». Di antica famiglia svizzera, «originaria di Schwanden (Glarus, in Svizzera), originariamente annoverava mercanti emigrati in Norvegia e negli Stati Uniti, dove il cognome ha poi perso la Y diventando Trump, radice della famiglia dell’ex presidente Usa Donald Trump – spiegano i familiari – Il ramo della famiglia di Franco era quello norvegese, in origine faceva parte dei Cavalieri Ospitalieri del Santo Sepolcro e il ramo annovera anche una famosa attrice, Vivienne Trumpy, nota come Vivi Gioi».

La famiglia

Oltre a Johan Christen l’imprenditore lascia il figlio Matteo, noto commercialista livornese. «Nostro padre – ricorda – era un grande appassionato di motori, ha corso per tante volte al campionato italiano di rally, ma non solo: anche la Coppa Liburna e quella dell’isola d’Elba». “Trumpy-Trumpy”, era così composto l’equipaggio per prendeva il via alle gare. Sui siti specializzati si trovano anche foto durante le prove speciali a bordo della macchina rossa, sponsorizzata “Giada”, l’azienda di famiglia. Una di queste risale al 1981. Un’altra, invece, è stata scattata all’isola d’Elba alla partenza, da Marina di Campo, dell’edizione del 1980 della corsa motoristica che ancora oggi anima la perla dell’Arcipelago toscano. «Su ciò che ha fatto, mio padre, avrebbe potuto scrivere u n libro – prosegue Johan Christen – perché a livello imprenditoriale si è dato veramente molto da fare. Dopo aver vissuto in India per una ventina d’anni, lì aveva infatti la sua sede estera “Giada Bigiotteria”, era tornato a Livorno. Aveva continuato a lavorare, aprendo poi la fonderia “Tre rose” di Venezia, poi è andato in pensione. È stato un grande babbo». 

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