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Livorno, nuovo supermercato alla Scopaia: il marchio e il progetto per l’ex fornace
I lavori sono entrati nel vivo. Accanto al punto vendita due grandi negozi, ristorante e parco
LIVORNO. I lavori stanno andando avanti spediti: in questi giorni, accanto all’edificio destinato al supermercato, che è già in piedi, sono stati tirati su anche i pilastri del secondo immobile. A fine estate, nell’area dell’ex fornace del Canaccini tra la Scopaia e la Leccia, aprirà una nuovo supermercato a marchio Lidl. Nessuno lo vuole ancora dire ufficialmente, ma le informazioni raccolte in cantiere (e non smentite), e soprattutto la forma della struttura (identica agli ultimi Lidl inaugurati per esempio a Pisa) non lasciano dubbi. Senza contare che anche il progettista, Roberto Canessa, è lo stesso che nel 2019 ha curato l’inaugurazione del punto vendita sul viale Ippolito Nievo (oltre ad essere stato l’uomo di Esselunga). Sarà così la terza Lidl della città, dopo Shangai e Aurelia: in tutto circa 2mila metri quadri, per un migliaio di superficie di vendita.
Attenzione però, perché il progetto di tutta l’area, che si trova all’angolo tra via del Crocino e via di Collinaia, alla fine potrebbe essere diverso da quello che ha ottenuto i permessi nel 2020 e che è stato raccontato in passato dal Tirreno. Le modifiche non riguardano tanto la parte del supermercato, quanto soprattutto l’edificio adiacente e molti spazi intorno, comprese le future aree verdi e quelle destinate all’ingresso dei mezzi per il carico.
Come e perché lo chiarisce Canessa, direttore dei lavori: «Stiamo aspettando gli esisti del nuovo Piano operativo comunale per capire se procedere con la vecchia concessione edilizia, e quindi destinare il secondo edificio a un uso artigianale, oppure se farlo commerciale secondo le previsioni del nuovo piano. Noi abbiamo proposto di realizzare nel secondo edificio un grande ristorante e due medie superfici di vendita di circa 700 metri l’una». In questo caso non si parla di alimentare, ma di altre tipologie, per esempio prodotti per la casa o per gli animali.
Perché ci si trova in questa via di mezzo? Perché tutto è avvenuto non solo a cavallo delle passate elezioni, quindi di due amministrazioni, ma in piena manovra urbanistica. «Quando è stato approvato il Piano strutturale in era 5 Stelle, che riconosceva la vocazione commerciale di quest’area, abbiamo presentato la richiesta di concessione edilizia, sapendo che in attesa del nuovo Piano operativo si sarebbe potuto parlare di mille metri di vendita», che diventeranno 2.500 se il percorso iniziato sarà completato cancellando la vecchia destinazione artigianale in favore di commercio al dettaglio, direzionale e servizi. «La richiesta – riprende Canessa – è stata presentata agli uffici del Comune alla fine del precedente mandato e dal punto di vista burocratico si è completata all’inizio di questo. Per quanto io mi sia scontrato spesso con l’amministrazione in carica, è cosa nota, in questo caso devo dire che è stata trovata una forma di concertazione, parlando con i cittadini. Quindi nonostante siamo in attesa di capire anche noi la destinazione finale, tutte le opere di urbanizzazione che stiamo eseguendo seguono le indicazioni che ci sono state dal Comune e il progetto ripresentato». Ovvero? «Nello specifico, è stato eliminato il passo carrabile già concessionato sul retro, lato via Irlanda, dove verrà realizzata una quinta verde con alberi in favore dei residenti; i camion entreranno da via del Crocino, con misure costruttive volte a ridurre l’impatto visivo delle zone di carico e scarico. Poi al verde già previsto lato via del Crocino, si aggiungeranno alberi lato via di Collinaia e un nuovo parco a uso pubblico che si estenderà fino al confine con il Brico».
Davanti 175 parcheggi, quattro colonnine elettriche, «e abbiamo fatto quattro vasche di laminazione che raccolgono l’acqua piovana, che così non confluisce nella fognatura tutta insieme e può essere riusata per l’irrigazione».
Quindi, riassumendo, il primo edificio lato via del Crocino andrà alla Lidl («vogliamo aprire il supermercato entro fine estate»), mentre il secondo adiacente «per ora lo lasciamo a rustico in attesa dell’approvazione definitiva del Piano operativo». Con la possibilità che resti per attività artigianali o diventi commerciale (con due marchi e un ristorante).
«Non stiamo cementificando – ribatte – più di quanto non lo fosse già. Anzi stiamo riqualificando l’area, ampliamo le dotazioni di verde, facciamo la rete idraulica. Ricordo che qui c’era una fornace, si facevano mattoni. E quando l’attuale proprietario l’ha comprata, c’era anche una valanga di rifiuti». Parole che Canessa dice non a caso mentre il dibattito politico e il fronte dei comitati è caldo, sia guardando al consumo di suolo in città, sia al tema dei supermercati, che tutto intorno proprio non mancano, dall’Aurelia al Levante fino a Grotta delle Fate. Tanto che anche qui a inizio lavori comparve lo striscione firmato dai comitati su “l’ennesimo centro commerciale”.
Il proprietario è da quattro anni Massimiliano Pellegrini, imprenditore livornese, titolare del DPiù di Collinaia. «Non siamo cementificatori – ripete – quest’area era già stracementificata, c’era un fabbricato alto 30 metri, stiamo facendo una cubatura simile. Era una discarica a cielo aperto, alla mercé di tutti, dentro all’ex forcance c’era gente accampata, spaccio. Noi la stiamo riqualificando e il verde passerà dai 3mila metri del primo progetto agli 8mila del nuovo». E «non stiamo facendo un classico centro commerciale, ma un’area con esercizi commerciali distinti e servizi». Ma il supermercato? «Questi – ribatte – sono supermercati di quartiere, non stiamo parlando di un’Esselunga o un’Ipercoop che cambiano gli equilibri di una città, ma di una struttura congrua per il bacino di utenza, in una zona che conta 50mila abitanti».
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