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Livorno, tentato omicidio nel minimarket di via Novelli: Antonio Vannini rinviato a giudizio
Il cinquantasettenne avrebbe sparato due colpi di pistola al commerciante di 33 anni: la ricostruzione di quel 14 luglio
LIVORNO. È stato rinviato a giudizio e ha scelto il rito abbreviato Antonio Vannini, il cinquantasettenne livornese (nato a Firenze) in carcere dal luglio scorso per il tentato omicidio di Ali Usman, il negoziante di 33 anni che lavorava in un minimarket ancora da inaugurare in via Novelli, in centro, ferito all’addome con due colpi di pistola e oggi, miracolosamente, vivo e in buone condizioni di salute.
La ricostruzione
Erano le 9,40 del 14 luglio scorso quando l’imputato, difeso dall’avvocata Barbara Luceri, avrebbe fatto fuoco contro il commerciante con una Beretta calibro 22 regolarmente detenuta. All’interno del punto vendita, vicino alle scuole Benci e al Mercato centrale, in quel momento ci sarebbero stati solo e lui Usman. C’è chi ha sentito gli spari, ma da fuori, soccorrendo poi il negoziante, portato in ospedale in ambulanza, operato e dimesso dopo qualche settimana. Di Vannini, invece, inizialmente nessuna traccia: dopo aver esploso i due proiettili verso il trentatreenne, infatti, sarebbe scappato. «C’era una persona e l’ho vista prendere una pistola dalla borsa. Poi ho sentito come una scarica», le parole della vittima, una volta ripresasi. Usman, fra l’altro, a Livorno era appena arrivato. Una città che non conosceva affatto, nella quale era approdato per lavorare nel minimarket passato di mano e quindi ancora da inaugurare nella sua nuova gestione.
Il fermo
Vannini verrà fermato dalla Squadra mobile dopo tre giorni. «Eccolo. È lui l’uomo che mi ha sparato». Con queste parole, riconoscendolo fra le fotografie mostrategli dagli inquirenti, il commerciante aveva indicato agli agenti il volto del cinquantaseienne. Imputato che vive a poca distanza da via Novelli: è lì che i poliziotti lo hanno fermato come persona gravemente indiziata di delitto, trasferendolo alle Sughere, dove tuttora si trova.
Il movente
Dagli accertamenti degli investigatori è emerso che il cinquantasettenne «aveva – scriveva nel luglio scorso il giudice per le indagini preliminari Marco Sacqugna nell’ordinanza di custodia cautelare – problemi di carattere economico». Tanto che risulta «destinatario di un decreto ingiuntivo emesso il 15 dicembre del 2021». Potrebbero essere state le difficoltà finanziarie ad armare la mano di Vannini, che però ha sempre scelto la linea del silenzio: nell’incidente probatorio che si è tenuto in tribunale nei mesi scorsi, infatti, lui non era nemmeno presente. La vittima, Ali Usman, in quell’occasione lo riconobbe nuovamente da una foto, confermando quanto dichiarato poche ore dopo il tentato omicidio.
Il processo
Dopo la richiesta di giudizio immediato della procura, Luceri per il suo assistito ha scelto il rito abbreviato, con lo sconto automatico di un terzo della pena in cambio di un procedimento penale più rapido. La sentenza del gip Antonio Del Forno è prevista fra pochi mesi.
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