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Occupazione

Livorno, a rischio 106 posti di lavoro nel call center della Tim

di Claudia Guarino
Il call center Konecta quando ancora era Comdata e aveva sede a Guasticce
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Il call center Konecta quando ancora era Comdata e aveva sede a Guasticce

Al 90 per cento si tratta di donne. L’allarme dei sindacati: «La situazione è sempre più critica»

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LIVORNO. Centosei posti di lavoro. Per il 90 per cento composti da donne. Tutti – secondo i sindacati – a rischio. Il problema – dicono le sigle, compatte – è generale e riguarda i call center che lavorano in appalto per Tim. Tanto che per oggi è stato indetta una giornata di sciopero a livello nazionale. Un problema che, per quanto riguarda Livorno, «è sempre più critico» dato che qui c’è uno dei più grandi call center di categoria di tutta la Toscana: quello Konecra (ex Comdata). Call center che prima si trovava a Guasticce e ora in via Firenze, anche se la sede è più che altro un contenitore considerando che quasi tutti i dipendenti – spiegano i sindacati – stanno in telelavoro. Ma andiamo con ordine.

«Caos Tim»

I sindacati dicono che la radice della crisi è generalizzata e riguarda – sostengono Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil – «le scelte operate dal governo in carica che ha deciso di smembrare Tim in due società distinte. Le società si occuperanno rispettivamente dei servizi telefonici (Servco) e delle infrastrutture di rete (Netco). Questa, oltre ad essere una scelta unica nel panorama europeo, sta creando esuberi diretti e indiretti, mettendo a rischio realtà lavorative e favorendo i profitti finanziari di Kkr, fondo finanziario interessato all’acquisto della futura società Netco».

«Posti a rischio»

E tutto ciò ha ripercussioni anche in città. Qui i 106 lavoratori dell call center Konecta, che gestisce per Tim il servizio di assistenza clienti 187, «rischiano il posto». Perché «la società per tamponare il calo di volumi di traffico da Tim ha fatto prima partire la richiesta di smaltimento ferie e permessi poi, nelle ultime ore, ha comunicato la richiesta di Fis (ammortizzatore sociale di settore che corrisponde alla cassa integrazione a zero ore e che è previsto in partenza ad aprile, ndr)». Dunque «la città di Livorno, che è area di crisi industriale complessa, potrebbe subire presto un altro grave colpo dal punto di vista occupazionale».

Tavolo in Regione

Di fronte a questa situazione i sindacati hanno chiesto all’azienda di andare oltre la mono commessa di Tim e acquisire lavoro anche da altre società. In modo tale, appunto, da salvaguardare i posti di lavoro. Nel frattempo è stato attivato un tavolo in Regione nel cui ambito c’è già stato un primo incontro. Hanno partecipato i rappresentanti dei sindacati ma anche Valerio Fabiani, consigliere per lavoro e crisi aziendali di Eugenio Giani, l’assessore Gianfranco Simoncini per il Comune di Livorno e il sindaco di Collesalvetti Adelio Antolini. «La situazione è grave», chiosano i sindacati. Un tavolo di crisi, quello del call center Konecta, che si aggiunge all’altro fronte aperto in Regione. A Firenze c’è infatti anche un tavolo per la Magna di Guasticce, azienda dell’automotive per i cui lavoratori, a quanto sembra, si è aperto uno spiraglio dopo l’annuncio dell’azienda della volontà di delocalizzare parte di una linea di produzione.

Sciopero

Tornando al caso call center, i sindacati aggiungono che «le difficoltà del settore sono note da tempo, ma è evidente che un calo così drastico del traffico telefonico non può che essere conseguenza di una deliberata scelta di Tim, fatta all’unico scopo di ridurre le spese senza considerare né i contraccolpi occupazionali dei call center outsourcer né la qualità dei servizi erogati ai clienti. Il governo, che ha una importante partecipazione nella compagine societaria di Tim oltre che la responsabilità politica di quanto sta avvenendo nelle telecomunicazioni, deve esercitare un ruolo incisivo affinché siano messi in atto tutti i provvedimenti necessari a rilanciare il settore e a tutelare i lavoratori che vi operano con serietà, professionalità e dedizione». E, dunque, «allo scopo di sensibilizzare il governo e richiamarlo ai suoi doveri istituzionali», successivamente allo sciopero di oggi i sindacati dicono di voler mettere in campo ulteriori mobilitazioni per la difesa dei 106 posti di lavoro del call center Konecta di Livorno che lavora per conto di Tim.

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