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Livorno

L'intervista

Pio e Amedeo a Livorno il duo della comicità: «“Felicissimo me” e il concetto di libertà di parola che tanto ci sta a cuore da sempre»

Pio e Amedeo a Livorno il duo della comicità: «“Felicissimo me” e il concetto di libertà di parola che tanto ci sta a cuore da sempre»

Al Teatro Goldoni arrivano i comici lanciati dalla tv: «Il pubblico per noi è una risorsa dello spettacolo»

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LIVORNO Dopo il successo della prima parte del tour teatrale “Felicissimo me”, Pio e Amedeo hanno ripreso a inizio febbraio il fortunato spettacolo che li sta nuovamente portando in giro per l’Italia e che il 17 marzo alle 21 approderà a Livorno al Teatro Goldoni.

Il duo comico è cresciuto nel contesto televisivo, dove approda nel 2011 dopo il percorso sulla rete. I loro inizi sul piccolo schermo sono targati Rai, per poi approdare a Mediaset. Accanto e anche grazie, all’esperienza tv hanno poi trovato il loro spazio sulle assi di un palcoscenico.

«Il teatro per noi è sempre un'emozione indescrivibile - dicono i due comici di origini pugliesi - la tv ci diverte sempre tanto ma il contatto con la gente per chi fa il nostro lavoro è sicuramente impareggiabile. Questo è un tour che abbiamo atteso molto perché, prima causa covid e poi causa altri impegni, è stato rimandato per due anni. Per cui siamo ancora più felici di essere finalmente partiti e di esserci davanti a un pubblico che ci ha accolti a braccia aperte».

Con questo spettacolo Pio e Amedeo hanno la volontà di riportare a teatro un vero e proprio varietà, in cui si alternano risate e momenti di riflessione sull’attualità, tutto condito dall’irriverenza e dall’ironia tagliente diventate il loro marchio di fabbrica. E in merito a quanto andrà in scena dicono: «“Felicissimo me” ci permette di portare avanti quel concetto di libertà di parola che tanto ci sta a cuore da sempre».

Ed è proprio quest’ultimo tema a fare da fil rouge allo spettacolo, ma è il loro approccio alla “libertà di parola” che spesso attira critiche e polemiche verso i due comici, come successo nel 2021 con accuse di razzismo, omofobia e misoginia.

«Il politicamente corretto per chi fa il nostro lavoro è sicuramente un limite - osservano - Pensiamo che lo scherzo possa servire anche per esorcizzare i temi più pesanti della vita di tutti i giorni, sta tutto nel farlo sempre con rispetto e crediamo che la gente, il pubblico, lo capisca. I numeri che abbiamo fatto con “Felicissima Sera” in tv e i sold out che stiamo facendo a teatro lo stanno dimostrando e non potremmo essere più felici di questo».

Pio e Amedeo hanno sicuramente raggiunto un grande successo, sono amati dal pubblico che non perde occasione per vederli in Tv o applaudirli in un teatro. Così i due si spiegano quello che hanno raggiunto.

«Pensiamo che la nostra forza sia la dinamica comica che abbiamo fra di noi ma anche quello di aver trovato una chiave di comicità che ha il suo riscontro con la gente. Siamo convinti che la gente apprezzi ancora un modo di fare ridere che affonda le radici in una tradizione comica dal sapore casereccio e popolare».

Il loro rapporto è strettissimo e ha radici profonde perché nato sui banchi di scuola, nello stesso complesso scolastico a Foggia dove i due frequentavano le Superiori (seppure in indirizzi diversi). Sono quindi cresciuti insieme trovando una formula vincente e fortunata che passa anche attraverso il rapporto con il pubblico.

«Il pubblico per noi è una risorsa dello spettacolo, interagire con gli spettatori li fa sentire parte dello show, integrati nella nostra comicità. Anche per variare, per confrontarsi e per capire cosa piace e cosa si aspetta lo spettatore da noi, soprattutto nella prima parte dello spettacolo - spiegano - cerchiamo anche di scendere dal palco come esperimento sociale ed è sempre un divertimento spontaneo che piace a tutti».

Nell’attesa, dunque, dell’approdo a Livorno per domani sera, Pio e Amedeo testimoniano il loro affetto alla Toscana con queste parole: «tornare in Toscana per noi è sempre bellissimo ed emozionante perché è una regione che ha sfornato grandissimi comici e dove la comicità in realtà è una cosa molto seria per cui speriamo sempre che il nostro tipo di ironia e comicità arrivi. Fino a ora siamo stati ogni volta accolti benissimo dal pubblico toscano per cui non vediamo l’ora di tornare a Livorno per ricevere ancora una volta quel calore e quell’accoglienza che spesso abbiamo ricevuto».


 

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