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I sindacati incontrano il prefetto: «Grave far pubblicare la circolare sui rimpatri assistiti nelle scuole»
Protesta di Cgil e Unicobas anche contro l'ufficio scolastico provinciale: «Non ci risulta affatto chiaro perché insegnanti e famiglie debbano essere a conoscenza di tale progetto»
Livorno Polemica fra sindacati e prefettura dopo la richiesta del prefetto Paolo D’Attilio, all’ufficio scolastico provinciale, «di diffondere agli insegnanti la circolare ministeriale sul rimpatrio assistito: un fatto grave e inaccettabile, ci chiediamo infatti quale sia il reale scopo di questa richiesta. Alla prefettura chiediamo un incontro urgente: sulla questione serve massima chiarezza», spiega la Cgil. Che aggiunge: «Non ci risulta affatto chiaro perché insegnanti e famiglie debbano essere a conoscenza di tale progetto – si legge in una nota – Chiediamo urgentemente un incontro per avere chiarimenti in merito ai fatti. Non crediamo sia corretto utilizzare le nostre scuole come mezzo di propaganda del governo per progetti di tale genere. Crediamo che la scuola sia un luogo inclusivo: il valore fondante della scuola è includere tutti e rendere partecipi alunni, famiglie, del percorso educativo, non segnalare o ancor meno identificare soggetti con relative famiglie da inserire nei progetti di rimpatrio».
Il sindacato ha poi inviato una seconda nota, spiegando della convocazione di un incontro la prossima settimana. Preoccupato anche Unicobas: «Al Cecioni – scrive – è stata pubblicata nella bacheca online visibile a docenti e famiglie una circolare del ministero dell’Interno relativa a disposizioni per il rimpatrio volontario di migranti. La misura ha l’obiettivo dichiarato di contenere i flussi migratori, proponendo un incentivo economico a migranti che accettano di tornare “a casa loro”, secondo linee di intervento ben note che caratterizzano l’attuale Governo. La direttiva è pervenuta alle prefetture locali e il prefetto di Livorno ha informato alcune strutture territoriali tra cui l’Ufficio scolastico, cioè il provveditorato. Riteniamo assai grave che il Provveditore abbia diramato la direttiva alle scuole con l’obiettivo di darne diffusione alle famiglie, considerando anche che il ministero dell’Interno non ha competenza diretta sul settore scuola e che le scuole non figuravano tra le destinatarie della nota». l
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