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Cannito appoggia Barale sindaca: «In 20 anni la città è peggiorata»

Cannito appoggia Barale sindaca: «In 20 anni la città è peggiorata»

Comunali a Livorno: la presentazione Città Diversa con Primo Polo insieme a BL e M5s

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LIVORNO. «Dal 2004 al 2024 Livorno non è cambiata, se non in peggio». È per questo che a distanza di 20 anni dalla sua prima candidatura a sindaco, Marco Cannito scende di nuovo in campo. E ancora una volta lo fa con la lista civica “Città Diversa”, che nel simbolo mantiene i due delfini. A differenza delle precedenti amministrative, però, Cannito non sarà candidato sindaco. Ma sarà il capolista di Città diversa, che entra nella colazione del Primo Polo, in compagnia di Movimento 5 Stelle, Possibile, Rifondazione comunista e Buongiorno Livorno, partito della candidata sindaca Valentina Barale. «Non abbiamo il diritto d’autore sul civismo, ma con vanto posso dire che abbiamo anticipato largamente i tempi. Ormai a ogni tornata elettorale vediamo diverse civiche, che però non sono che a uso e consumo dei partiti del potere», esordisce il politico rivendicando la purezza della sua lista. «Come lista civica vorremmo essere un ponte verso chi si è allontanato dalle istituzioni. Ci preoccupa l’astensionismo».

Per far tornare la gente a votare, il programma di Città diversa avrà tre priorità: la sanità e il sociale, la riqualificazione e l’attenzione ai quartieri, e lo sviluppo e la valorizzazione delle bellezze cittadine. Partendo dalla sanità, le idee di Cannito sono chiare. «Vengo dalla tutela dei diritti dei malati, e se in questi anni sono sparito dalla scena politica è anche per questioni di salute di persone a me vicine». Poi si esprime sulla questione del nuovo ospedale. «A livello regionale Livorno conta poco, anche perché le amministrazioni finora non hanno battuto i pugni per farsi sentire –spiega-. Il rischio di Livorno nei rapporti con la Regione è che potremmo non avere né un nuovo ospedale, né un ospedale riqualificato, né un territorio degno di questo nome con l’assistenza domiciliare. Questa rischia di essere la fine della sanità livornese». Anche concentrandosi sulle altre priorità del programma Cannito è netto. «Dobbiamo tenere in sicurezza i territori con una maggiore partecipazione democratica. Non si può lasciare il tema della sicurezza solo alle forze dell’ordine», dice.

E sullo sviluppo della città, il nuovo soggetto del Primo polo è completamente allineato al resto della coalizione: «Negli ultimi anni non c’è stato uno sviluppo coerente di Livorno, ci si è concentrati troppo sul cemento. La nostra città ha dei doni naturali, come il mare e le colline. È su questi che si deve investire». Se è vero che le idee dell’ex candidato sindaco hanno trovato casa nel Primo Polo, è altrettanto vero che a cercare Cannito sono stati anche altri soggetti politici. «Guarducci mi ha contattato quando ancora non era candidato del centrodestra, chiedendomi di avere uno scambio di vedute sui problemi della città», ammette il capolista. E Salvetti lo ha contattato? «Il Pd non mi ha cercato, e io non ho cercato loro. Per quanto riguardagli altri, noi abbiamo sempre detto che parliamo con tutti». «Nel 2019 con Cannito abbiamo portato a compimento la riforma per il referendum consultivo, che non esisteva a Livorno. Siamo contenti di accoglierlo nella coalizione», dice la consigliera comunale del M5s Stella Sorgente. Contenta è anche Barale, che dopo aver sottolineato che la coalizione che la sostiene potrebbe ulteriormente allargarsi, spera: «Con l’adesione di Città Diversa la possibilità di arrivare al ballottaggio si ampia. L’esperienza di Marco sarà un tesoro per noi». 

L.B.

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di Redazione web