Il Tirreno

Livorno

Il lutto

Il teatro vernacolare livorsene piange Roberto Motroni: «In cielo farà coppia con Aldo Bagoli»

di Claudia Guarino
Il teatro vernacolare livorsene piange Roberto Motroni: «In cielo farà coppia con Aldo Bagoli»

L’attore ha avuto un malore a casa, aveva 81 anni. Il ricordo del figlio: «Era anche un grande padre. E ora che non c’è più mancherà tantissimo a tutti noi»

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LIVORNO. Il sorriso aperto, lì sulla scena. Le gote rosse, rossissime. E il farfallino in mano, appena dopo il ciak. Di personaggi, nel corso degli anni, ne ha interpretati tanti. È stato uomo e donna. Personaggio e maschera. Del resto, da attore sanguigno quale era, riusciva ad adattare a sé ogni pelle. E soprattutto quella del vernacolo. Non è passata neanche una settimana dalla scomparsa del grande Aldo Bagnoli che il nostro teatro perde un altro punto di riferimento. Roberto Motroni è morto ieri pomeriggio dopo un malore in casa. Aveva 81 anni e lascia un grande vuoto nei cuori delle tante persone che gli volevano bene. In quelli dei colleghi attori e degli spettatori. Ma soprattutto in quelli degli amici e dei familiari. «Non è stato solo un grande attore – dice il figlio Patrizio – ma anche un grande padre. E ora che non c’è più mancherà tantissimo a tutti noi».

La vita sul palco

Di spettacoli, Roberto Motroni, ne ha messi in scena a centinaia, nel corso degli anni. Tra il 2007 e il 2008, per esempio, entrò a far parte della compagnia di Marcello Marziali – anche lui scomparso qualche settimana fa – che in quel periodo mise in scena tre commedie di Gino Lena: La 'ura mira'olosa, Il ritorno del matto e La mutua. Motroni, nel tempo, ha indossato sia panni maschili sia panni femminili e ha rivestito pure ruoli come attore di prosa. Insomma, sul palcoscenico sapeva starci a 360 gradi. Anche se da anni lavorava nella Compagnia di Giuseppe Pancaccini, recitando in vernacolo fianco a fianco al compianto Aldo Bagnoli. «Era una gran brava persona – dice una persona che lo conosceva benissimo ma che preferisce restare nell’ombra e non comparire con il suo vero nome –. Era un uomo che non serbava mai rancore nei confronti del prossimo. Mai. E adesso che non c’è più si riunirà con Bagnoli. E faranno coppia in cielo».

Il funerale

Gran pare della sua vita, Motroni l’ha consacrata al palcoscenico. Ma è stato anche un professionista in altri ambiti. Per anni, infatti, ha lavorato come vetraio alla vetrerie Borma ed è stato anche chimico. La salma si troverà dalle 12 di oggi alle salette Svs di fronte al cimitero comunale dei Lupi, alla Cigna, e qui rimarrà fino alle 10 di domani mattina, quando un mezzo delle onoranze funebri della Svs trasporterà il corpo verso la cremazione. Chi vuole, dunque, adesso può dare l’ultimo saluto a Roberto Motroni. Professione vetraio, ma anima da attore vernacolare. Uomo spiritoso che sul palcoscenico sapeva incantare il pubblico e strappare sempre un sorriso ai presenti. «Addio Roberto – dicono gli amici – senza di te il nostro teatro è adesso più povero».


 

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