Il Tirreno

Livorno

Il caso

Livorno, anziano imputato per abusi a tre nipotine: «Una delle bambine aveva 7 anni»

di Stefano Taglione
(Foto d’archivio)
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(Foto d’archivio)

L’ottantasettenne, marito della nonna delle piccole, denunciato dopo molti anni. Gli atti sessuali sarebbero avvenuti quando lo venivano a trovare in città d’estate

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LIVORNO. Avrebbe abusato di tre bambine, le tre nipotine acquisite, mentre venivano in vacanza a casa della nonna. Costringendo una di loro, che all’epoca dei fatti aveva appena sette anni, a «compiere atti sessuali». Dopo la richiesta di rinvio a giudizio della pubblico ministero Ezia Mancusi, un ottantasettenne che da quando è in pensione si è trasferito a Livorno, ha chiesto di essere giudicato con il rito abbreviato: l’accusa, per lui, è atti sessuali con minorenne. Gli episodi sarebbero avvenuti in periodi differenti a seconda delle bambine coinvolte dalle presunte violenze, comunque comprese fra il 1998 e il 2013. Le vittime, che hanno trovato il coraggio di denunciarlo solo nel 2019, oggi hanno 33, 27 e 26 anni, abitano all’estero e ognuna – secondo l’accusa – non avrebbe saputo del coinvolgimento delle altre. Il Tirreno non scrive nome e cognome dell’imputato per non rendere riconoscibili le tre donne, vittime dei presunti abusi.

La scoperta

Nel corso dell’incidente probatorio che si è tenuto nei mesi scorsi in tribunale per ascoltare le tre donne, una di loro, ha raccontato che l’anziano le avrebbe assicurato di «lasciare in pace la sorella e la cugina». Invece, cinque anni fa, parlando proprio con la parente ha scoperto che anche quest’ultima, durante le vacanze al mare dalla nonna, avrebbe subìto le stesse violenze. Secondo la procura, oltre a gesti repentini consistiti nel toccare le parti intime, quando aveva sette anni la giovane, la maggiore delle tre, sarebbe stata «costretta a compiere atti sessuali».

La denuncia

I termini di prescrizione degli atti sessuali con minorenne sono più lunghi rispetto ad altri reati, 24 anni, quindi la querela non è arrivata oltre i termini di legge. L’articolo 609 quater del codice penale prevede la reclusione da tre a sei anni per coloro che commettono atti sessuali verso chi «non ha compiuto 16 anni quando il colpevole sia l’ascendente, il genitore, anche adottivo, o il di lui convivente, il tutore, ovvero un’altra persona cui, per ragioni di cura, di educazione, di istruzione, di vigilanza o di custodia, il minore è affidato o che abbia, con quest’ultimo, una relazione di convivenza», come può essere appunto il caso di un nonno acquisito. La querela risale al 2019, mentre l’anziano è venuto a conoscenza del procedimento penale a suo carico l’anno successivo, durante i primi mesi della pandemia. Quando ormai, i rapporti con le giovani, si erano interrotti da tempo.

Il processo

Ora, con la richiesta e l’ammissione del rito abbreviato da parte della giudice per le indagini preliminari Tiziana Pasquali, l’anziano – difeso dall’avvocata Simona Saliu – dovrà essere giudicato. La sentenza è prevista a maggio: le giovani, assistite dalla legale Elena Pellegrini, si sono costituite parti civili.


 

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