Il Tirreno

Livorno

Il processo

Tentato omicidio di piazza XX a Livorno: giovane condannato a otto anni

di Stefano Taglione
Un'aula di tribunale (foto d'archivio)
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Un'aula di tribunale (foto d'archivio)

Riformata in appello la sentenza dopo il terribile accoltellamento avvenuto in centro: riduzione di due anni in secondo grado

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LIVORNO. È stato condannato a otto anni di reclusione Karroud Otmane, il trentaseienne tunisino accusato di tentato omicidio e detenzione abusiva di armi per aver accoltellato un connazionale in piazza XX Settembre nel maggio di due anni fa. Nei giorni scorsi la corte d’appello di Firenze, in rito abbreviato, ha riformato la sentenza riducendo la pena di due anni – in primo grado, il giudice per le indagini preliminari livornese Antonio Del Forno decise per dieci ndr – e per lui è quindi arrivata la condanna, non ancora passata in giudicato, dopo le indagini portate avanti dalla Squadra mobile di Livorno, diretta dal vicequestore Giuseppe Lodeserto, e coordinate dalla pubblico ministero Alessandra Fera. «Ma farò ricorso in Cassazione», spiega l’avvocata dell’uomo, Barbara Luceri, che quindi in attesa di leggere le motivazioni che saranno depositate fra qualche settimana impugnerà ai giudici supremi la pronuncia di secondo grado.

I fatti risalgono all’inizio del maggio del 2022, quando Otmane venne arrestato dalla polizia di Stato per tentato omicidio. Il giovane era accusato di aver aggredito una persona nella zona a ridosso del centro della città, pugnalandola con un coltello a una gamba, per poi colpirla alla testa. In un primo momento Otmane è fuggito, facendo provvisoriamente perdere le proprie tracce, ma è stato identificato dagli inquirenti non molto tempo dopo e arrestato. A sostegno dell’accusa, peraltro, le numerose immagini delle telecamere di videosorveglianza della piazza installate dal Comune, che avevano ripreso tutto e hanno consentito agli investigatori, in pochi giorni, di riuscire a dare un nome al volto ripreso dall’occhio “elettronico”. Fondamentale anche la testimonianza della vittima, che per fortuna oggi sta meglio dopo aver trascorso diverse tempo fra le mura ospedaliere. Otmane quindi rimane in carcere, recluso alle Sughere, per il momento in regime di custodia cautelare, dato che la condanna in appello non passerà in giudicato, dato il ricorso che verrà presentato in Cassazione dalla legale dell’imputato, Barbara Luceri. l

S.T.

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