Gioco
Livorno, botte e offese nel match di calcio juniores: 9 espulsi
L’Academy, in vantaggio 2 a 0, vince a tavolino con il Porto Azzurro. Partita sospesa. Il presidente Edoardo Allegri: «Tutto è nato da un contrasto di gioco, con i giocatori finiti nella "mota"»
Livorno Una partita con nove espulsi, sospesa già al trentesimo del primo tempo e assegnata a tavolino alla squadra di casa, la Livorno Academy, che ha subìto quattro cartellini rossi contro i cinque degli avversari: gli elbani del Porto Azzurro. È successo nell’ultimo turno del campionato provinciale juniores, con i livornesi in vantaggio per 2 a 0: alla fine, dopo la decisione dell’arbitro, l’Academy ha vinto a tavolino per 3 a 0.
Tutto nasce da un duro contrasto di gioco, con due calciatori che finiscono in una pozzanghera e vengono alle mani. Conseguenza scontata: doppia espulsione e dieci contro dieci. Con l’arbitro che ha poi dovuto estrarre altri sette rossi, alcuni anche verso giocatori che sedevano in panchina, per proteste od offese, mentre l’allenatore isolano tornava negli spogliatoi con la squadra senza rientrare in campo. «La gara in epigrafe – si legge nel verbale del giudice sportivo – veniva sospesa definitivamente dall’arbitro al trentesimo del primo tempo sul punteggio di 2-0 a causa di accadimenti tali da portare a una riduzione dei calciatori effettivi della squadra U.s.d. Porto Azzurro al di sotto del minimo regolamentare. Tttto ciò premesso il giudice sportivo territoriale ritiene che il direttore di gara, con la decisione adottata, abbia fatto buon governo delle disposizioni fissate dalla giustizia sportiva, ne consegue in applicazione della norma di cui allo articolo 17, comma 1, infliggersi alla U.s.d. Porto Azzurro la punizione sportiva della perdita della gara per 3-0 quale risultato più favorevole».
«Le espulsioni non sono state causate da situazioni violente o risse – precisa il presidente dell’Academy Edoardo Allegri – e a parte le prime due, conseguenze di un contatto di gioco, le altre derivano da proteste od offese singole. Non ci sono state situazioni da Far west insomma». l
Stefano Taglione
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