Gioco
Livorno, morta a 51 anni schiacciata in scooter: indagati i due automobilisti
Accusa di omicidio stradale per un settantaquattrenne e un cinquantaduenne, entrambi residenti in città. Vittima la livornese Orietta Nocchi
LIVORNO. Due persone sono state iscritte nel registro degli indagati dopo la morte di Orietta Nocchi, la cinquantunenne livornese che ha perso la vita domenica scorsa schiacciata in scooter fra due macchine in via Mondolfi, mentire stava tornando a casa sul suo Scarabeo. L’accusa è omicidio stradale e riguarda entrambi gli automobilisti coinvolti nell’incidente: il settantaquattrenne al volante della Kia, che avrebbe invaso la corsia opposta probabilmente dopo un malore improvviso, e il cinquantaduenne alla guida della Jeep Renegade, che si trovava dietro al motorino. Entrambi sono livornesi e, nelle scorse ore, hanno ricevuto la notifica dell’indagine a loro carico, con l’iscrizione nel registro degli indagati da parte della pubblico ministero Sabrina Carmazzi, che ha delegato l’inchiesta agli agenti della polizia municipale, subito intervenuti sul posto per i rilievi, insieme ai vigili del fuoco che si sono occupati di liberare la carreggiata e ai volontari, con l’ambulanza della Svs con a bordo il medico del 118, che hanno tentato l’impossibile per salvare la vita della scooterista.
La vittima
Nell’incidente ha perso la vita Orietta Nocchi, l’ex donna di servizio di 51 anni che ultimamente lavorava nella cucina di un ristorante in Banditella. Una donna amata e benvoluta da tutti, madre di una figlia e nonna di due nipotine che amava alla follia: erano la ragione della sua vita. Andata subito in arresto cardiaco, è arrivata in condizioni disperate al pronto soccorso, con i medici che non hanno potuto far altro che dichiararne il decesso, data l’assenza di segni vitali da parecchi minuti. Nonostante questo, sia sull’ambulanza che in ospedale, il personale sanitario ha tentato più volte la rianimazione. Fino a quando, purtroppo, ogni speranza era preclusa. La procura, avendo accertato le cause del decesso, non ha ritenuto opportuno disporre l’autopsia sulla salma di Nocchi, restituendola ai familiari.
La dinamica
Chiara fin dai primi istanti la dinamica dell’incidente, con il settantaquattrenne al volante della Kia – diretto da Ardenza verso Antignano – che avrebbe invaso la corsia opposta forse a seguito di un malore improvviso o di un colpo di sonno. Quindi il superamento della linea di mezzeria subito dopo una curva a destra, con l’impatto mortale contro lo scooter guidato da Nocchi, che non avrebbe avuto il tempo neanche di sterzare. La donna, a causa del violentissimo impatto, è stata sbalzata sulla sua destra, dalla parte del canneto e non verso il centro della carreggiata, mentre il motorino è rimasto intrappolato fra i paraurti della stessa Kia e della Jeep Renegade guidata dal cinquantaduenne livornese che si trovava dietro al motorino, in direzione Antignano-Ardenza, e si è ritrovato coinvolto nel frontale.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
