Il Tirreno

Livorno

Il rogo

Morto nel palazzo in fiamme, autopsia sulla vittima: i due indagati sono i vicini

di Stefano Taglione
I volontari della Svs con il medico del 118 insieme ai vigili del fuoco fuori dallo stabile in fiamme in viale Città del Vaticano
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I volontari della Svs con il medico del 118 insieme ai vigili del fuoco fuori dallo stabile in fiamme in viale Città del Vaticano

Livorno, accusa di omicidio colposo per le due persone che abitano nell’alloggio dal quale è partito il fuoco

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LIVORNO. La procura ha disposto l’autopsia sulla salma di Milco Santini, il sessantenne morto intossicato nell’alloggio popolare che divideva con la madre in viale Città del Vaticano 86, alla Scopaia, l’edificio distrutto dal devastante rogo scoppiato poco dopo la mezzanotte fra martedì 27 e mercoledì 28 febbraio. Il dipendente Aamps, purtroppo, è rimasto prigioniero fra le mura domestiche mentre il fumo nero, minuto dopo minuto, invadeva l’intero palazzo di Casalp, con i vigili del fuoco che con l’autoscala insieme alla protezione civile sono riusciti a salvare tutti gli altri inquilini, pure sua mamma Isabella Capodicasa, che resta ricoverata in medicina d’urgenza, «ma è in miglioramento», spiega il figlio Stefano Santini, fratello di Milco.

L’accertamento medico

Lunedì 4 marzo in procura la pubblico ministero Sabrina Carmazzi assegnerà l’incarico di svolgere l’autopsia al medico legale livornese Luigi Papi. La salma di Santini, da mercoledì 28 febbraio, è sotto sequestro alla camera mortuaria di viale Vittorio Alfieri, accanto all’ospedale, dato che il sessantenne è morto lì, dopo il trasporto in ambulanza al pronto soccorso, dov’è giunto già in arresto cardiaco. L’accertamento medico-legale è previsto per mercoledì 6 marzo, dopo la salma sarà restituita ai familiari per il funerale. Restano i sigilli anche ai due appartamenti teatro della tragedia: quello dal quale è partito il rogo (al primo piano) e l’altro, esattamente sopra, dove abitavano Milco e Isabella. Carmazzi, infatti, ha convalidato il sequestro probatorio. Sono le abitazioni maggiormente danneggiate, che non potranno tornare abitabili per molto tempo, ma è tutto il condominio al momento a restare inagibile. I primi a rientrare in casa, forse già nei prossimi giorni, potranno essere gli inquilini del pian terreno. Fra loro Vito Calvaruso, l’eroe di quella notte che ha salvato un vicino. Poi, quando lo decideranno i vigili del fuoco, anche gli altri. L’obiettivo dell’ufficio casa del Comune è fare presto, consentendo un ritorno alla (quasi) normalità entro la metà della settimana.

Chi sono i due indagati

I due indagati per omicidio colposo, questo il reato ipotizzato dalla procura, sono il sessantunenne Valter Orlandini e la moglie di 55 anni Silvia Guerrazzi, le due persone che abitavano nell’alloggio popolare dal quale sono divampate le fiamme. Sono difesi dall’avvocata Alessandra Natale e non hanno alcuna misura cautelare a loro carico. Secondo la ricostruzione di carabinieri e vigili del fuoco, subito intervenuti per le indagini post-incendio, il rogo sarebbe stato innescato involontariamente da una candela rimasta accesa, usata in casa per farsi luce durante il black-out che in quelle ore, in città, aveva lasciato al buio 1.154 utenze (sei cabine di media tensione si erano guastate). In quei devastanti momenti Guerrazzi, insieme al suo cane, è riuscita ad abbandonare l’alloggio, mentre Orlandini è stato salvato da Calvaruso, che al Tirreno ha raccontato di aver «camminato fra le fiamme dell’appartamento, col fumo che aveva invaso le scale, portando giù l’uomo sulle spalle». Resta in prognosi riservata, ma non in più in pericolo di vita, il sessantenne livornese ricoverato in rianimazione, il sopravvissuto che fin da subito versava in condizioni più gravi.
 

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