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Il caso

Livorno, colpisce un agente della penitenziaria e gli spacca il naso. La Uilpa: “Serve più personale”

Livorno, colpisce un agente della penitenziaria e gli spacca il naso. La Uilpa: “Serve più personale”

Il detenuto era in psichiatria per un tso dopo aver ferito un poliziotto in carcere

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LIVORNO.  “Nel reparto di psichiatria dell’ospedale di Livorno un detenuto si è scagliato contro due agenti di polizia penitenziaria sferrando un pugno sul viso di uno, forse rompendogli il setto nasale, e colpendo l’altro al collo fino a fargli perdere l’equilibrio e a farlo cadere bruscamente”. A dare notizia del fatto, avvenuto giovedì scorso, è la segreteria provinciale del sindacato Uilpa. “Il giovane che ha aggredito i poliziotti era ricoverato per un trattamento sanitario obbligatorio e, pochi giorni prima, aveva ferito un agente in carcere. E questo fatto  – sottolinea la Uil – rafforza ancora di più la certezza che è necessario incrementare l’organico del reparto di polizia penitenziaria al carcere di Livorno. E’ inammissibile che gli operatori debbano piantonare per otto ore le persone private della libertà presso una struttura esterna di cura, come è inaccettabile che questo tipo di servizio continui a svolgerlo il personale del reparto, benché dovrebbe essere preso in carico dall’ufficio della Sicurezza e delle Traduzioni di stanza al Provveditorato regionale dell’amministrazione penitenziaria. La circostanza conferma che il Prap della Toscana e Umbria, com’è solito fare, si disinteressa totalmente delle incombenze e dei compiti ad esso demandati”.

"I servizi di piantonamento dovrebbero essere assolti dal personale dei Nuclei traduzioni e piantonamenti, che è qualificato a farlo – prosegue la Uilpa –  Ovviamente l’ennesimo episodio conferma la carenza di organico del personale e l’assenza dell’amministrazione penitenziaria, che continua a non muovere dito affinchè i suoi dipendenti possano iniziare a lavorare in condizioni di sicurezza e, soprattutto, in piena dignità! Oltre a tutto ciò, l’evento porta a chiedersi quando l’amministrazione intende strutturare un apposito reparto detentivo nell’ospedale cittadino, attualmente operativo, oppure prevederlo nella progettazione della nuova struttura ospedaliera livornese. Auguriamo ai nostri colleghi di rimettersi presto in salute, anche se nei giorni avvenire dovranno fare i conti con l’amarezza che porteranno a casa e che inevitabilmente condivideranno con i loro familiari. All’Amministrazione penitenziaria, invece, chiediamo quando vorrà prendere coscienza il cambio di rotta non è più rinviabile, quando vorrà prendere in seria considerazione che la salute degli operatori penitenziari va difesa e non lasciata in pasto alle scelte politiche scellerate”.

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