Gioco
L'emozionante addio ad Antonio Cristiani: la sua pasticceria eccellenza della città
Livorno: la camera ardente, fino alle 14 del 27 febbraio, alla cappella mortuaria dell'ospedale. Poi alle 15 il funerale a Orentano, in provincia di Pisa
LIVORNO. Si terrà martedì 27 febbraio, alle 15, il funerale di Antonio Cristiani, il mago della pasticceria livornese e, nel 1961, fondatore insieme al padre Rolando dell’omonimo bar simbolo di Livorno che, due giorni fa, è morto dopo una caduta fra le mura domestiche. Ieri pomeriggio, la pm Sabrina Carmazzi, ha dato il nullaosta alla restituzione della salma alla famiglia, con il funerale che si celebrerà il 27 febbraio, alle 15, nella chiesa di San Lorenzo martire a Orentano, nel comune di Castelfranco di Sotto (in provincia di Pisa), il luogo di dov’è originaria la famiglia. La camera ardente alla cappella mortuaria dell’ospedale, in viale Vittorio Alfieri, sarà aperta fino alle 14. Dopodiché ci sarà il trasferimento a Orentano e la tumulazione.
Cristiani aveva 89 anni e il suo dolce preferito aveva imparato a farlo a Roma, quando nel Dopoguerra insieme al padre Rolando era partito, dalla provincia di Pisa, verso la Capitale. Una charlotte allo zabaione, un pan di Spagna con panna e crema chantilly, appunto, allo zabaione. «Mio padre – racconta il figlio – era dedito alla famiglia e al lavoro, assolutamente portato all’accogliere al meglio i suoi clienti e orientato a scegliere le migliori materie prima. Una persona fantastica, che mi ha insegnato tanto, che da Roma ha deciso di venire a Livorno perché aveva qui un parente e, dopo aver visitato il fondo di via di Salviano, se ne è innamorato. Dal 1961 a oggi, infatti, noi siamo rimasti sempre nello stesso fondo, nello stesso quartiere, non abbiamo mai cambiato», le parole al Tirreno del figlio Sergio.
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