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Livorno, sequestrati 1.800 ricci di mare alla Meloria: multati due livornesi
Stavano facendo pesca subacquea con pinne e bombole in area consentita, ma hanno oltrepassato i limiti. Uno dei due era senza contratto di lavoro
LIVORNO. Stavano pescando i ricci alle Secche della Meloria. In una zona consentita, sebbene a ridosso dell’area marina protetta, ma superando ogni limite normativo e ragionevole. Sequestrati dal nucleo sommozzatori del reparto aeronavale della guardia di finanza oltre 1.800 ricci di mare.
I militari delle fiamme gialle, durante un controllo avvenuto di giorno nello specchio acqueo fra Livorno e la Meloria, hanno infatti sorpreso due livornesi, uno dei quali sprovvisto di qualsiasi autorizzazione di specie, con pinne e bombole vicino all’imbarcazione, un piccolo peschereccio. «Dal controllo documentale – spiegano in una nota dalla stazione navale, diretta dal tenente colonnello Alessio Sannino – è emerso che uno dei due non risultava regolarmente trascritto sul ruolo di equipaggio dell’imbarcazione che stavano utilizzando per la pesca e la documentazione esibita dal capobarca era sprovvista di contratti di lavoro o arruolamento tale da giustificare la presenza, in acqua e a bordo, del secondo uomo».
Inoltre, al momento del controllo, «risultavano raccolti e conservati nelle ceste da pesca 1.853 esemplari di ricci di mare, un quantitativo superiore a quello autorizzato dalle normative europee e nazionali». Il limite, per attività professionale, è mille. Motivo per il quale, solo per questa violazione, è scattata una sanzione per il capobarca di 1.500 euro.
I finanzieri hanno quindi sequestrato il pescato che, ancora vivo, è stato rigettato in mare nello stesso luogo. Il controllo è poi terminato anche con l’avvio del procedimento per l’accertamento delle violazioni in materia di sommerso da lavoro. «Il servizio – proseguono le fiamme gialle – rientra in una più ampia azione a contrasto del sommerso da lavoro che viene effettuato quotidianamente dal comparto, a terra e per mare, sotto la costante direzione del reparto operativo aeronavale della guardia di finanza di Livorno ed è finalizzato a contrastare i fenomeni illeciti che vanno a ledere il corretto svolgimento delle economie locali che, oltre ad avere un impatto negativo su tutta la città, producono una concorrenza sleale nei confronti dei pescatori rispettosi della legge. L’attività di salvaguardia del patrimonio ittico nazionale posta in essere dalla guardia di finanza – concludono dal comando – rappresenta anche un presidio di legalità a tutela delle regole del mercato e della salute dei consumatori».
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