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Livorno, ancora fumi neri dalle navi in città: «L’ordinanza va fatta rispettare»
La protesta dell’associazione Porto Pulito: «Capitaneria e Comune vigilino»
LIVORNO. Ancora fumi neri nel cielo del porto provenienti da alcuni traghetti in arrivo e in partenza. E l’associazione Porto Pulito torna a chiedere l’intervento della capitaneria di porto contestando l’inosservanza delle ultime disposizioni che prevedono il cambio di carburante non solo in porto ma anche all’ingresso in rada.
«Le foto che alleghiamo raffigurano le nuvole nerissime uscite da due navi, a lungo, in palese inosservanza delle disposizioni preannunciate da oltre 10 giorni ed entrate in vigore dopo la mezzanotte di lunedì sera – sostiene Luca Ribechini, presidente dell’Associazione Livorno Porto Pulito Aps –. L’ordinanza prescrive non solo il cambio del carburante ad altissimo tenore di zolfo (500 volte quello consentito alle auto) all’ingresso in rada, ma anche misure e controlli molto analitici sugli impianti di motorizzazione, che il personale di bordo dovrebbe assicurare per evitare la fuoriuscita del fumo nerissimo. Che, è bene ricordarlo, è fatto di particolato e black carbon, materiale cancerogeno secondo la valutazione unanime della comunità scientifica internazionale».
«Come Associazione abbiamo subito inviato una prima Pec alla Capitaneria segnalando la prima grave situazione, documentata con foto e video, inviando le comunicazioni anche al sindaco, come massima autorità sanitaria locale, alle due assessore competenti (all’Ambiente e al Porto) , all’Autorità Portuale, all’Asl e all’Arpat».
«L’ordinanza della Capitaneria, come dichiarato dal Contrammiraglio Angora, deriva dalle molte segnalazioni di molti cittadini che in questi mesi hanno subito disagi fisici e limitazioni alla normale vita domestica», aggiunge Ribechini.
«Anche la giunta – ricorda a nome dell’associazione Porto Pulito – ha richiesto questo atto, seppure a distanza di 6 anni da quando Cepparello lo aveva inizialmente auspicato. Prima, cioè, di essere nominata assessora e di andare a ricoprire il ruolo istituzionale più adatto a sollecitarne effettivamente l’emanazione. Adesso che finalmente l’ordinanza è vigente (pur con tutti i suoi vari limiti) è necessario che se ne esiga il pieno rispetto. Se così non fosse si tratterebbe di una iniziativa finalizzata soltanto a generare facile consenso, giocando sulla salute dei cittadini e degli elettori».
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