Gioco
Cadde sul vetro, Diego sta meglio: «Ero a terra ricoperto di sangue»
Il 23enne Laronzi svenne e finì contro una porta rischiando di morire dissanguato. Dopo il ricovero, è tornato al lavoro da Decathlon: «Ho realizzato solo dopo, mi è andata bene»
LIVORNO. La febbre e l’improvvisa perdita di conoscenza. L’urto con la porta e il frammento di vetro che si conficca nella mandibola. Poi, l’arrivo dell’ambulanza e i volontari che tamponano la ferita durante il tragitto verso il pronto soccorso. «Mi sono risvegliato in Rianimazione. Paura? Non direi. Ma forse perché lì per lì non realizzavo. Che dire...mi è andata bene». Diego Laronzi è il 23enne che lo scorso 26 gennaio ha rischiato di morire dissanguato schiantandosi, dopo essere svenuto, contro una delle porte a vetri della sua casa in Venezia. Adesso sta meglio e, dopo una settimana di ricovero in ospedale, è tornato anche al suo lavoro a Decathlon. «Quando mangio – racconta – mi danno fastidio i punti e ancora non ho recuperato tutta la sensibilità, però sto abbastanza bene». Ma facciamo un passo indietro.
Era la mattina del 26 gennaio scorso. «La sera prima mi sentivo debole, probabilmente avevo contratto un virus – racconta Diego – e quella mattina avevo la nausea, così mi sono alzato per andare in bagno». Ma appena arrivato nel corridoio, il 23enne ha perso i sensi. «Sono svenuto e sono caduto prima a sinistra contro la porta a vetri e poi sul pavimento fratturandomi il naso». La mamma e le sorelle di Diego, sentito lo schianto, sono andate subito in corridoio e, capito ciò che era successo, hanno dato l’allarme.
«Io sono svenuto, ma mi sono ripreso subito – racconta Diego – e mi sono svegliato in una pozza di sangue. Però lì per lì non avevo capito cosa fosse successo, pensavo che mi stesse uscendo del sangue dal naso». Invece gli si era conficcata una scheggia di vetro nella mandibola, tagliandogli un’arteria. «Quelle di casa mia sono porte vecchie e il vetro, una volta rotto, era affilatissimo, tipo una stalattite».
I soccorritori arrivati a bordo dell’ambulanza della Svs hanno raggiunto Diego e, tamponandogli la ferita al collo, l’hanno portato in ambulanza e, da lì, al pronto soccorso. In shock room i medici hanno bloccato l’emorragia prima di trasferite Diego in sala operatoria, affidandolo ai medici della Otorinolaringoiatria e della Chirurgia Vascolare. A intervento riuscito il giovane è stato trasferito in Rianimazione. «Ed è qui che mi sono risvegliato. Sinceramente lì per lì non ho sentito dolore né ho avuto paura. Probabilmente a causa dell’adrenalina. Però mi hanno detto che ho perso molto sangue, quindi posso dire che mi sia andata bene. Per fortuna che quel vetro era entrato superficialmente senza recidere arterie vitali».
Dopo circa una settimana di ricovero in ospedale Diego è tornato a casa e, da qualche giorno, anche al lavoro. «Vogliamo ringraziare tutti – dice la mamma del 23enne – dai volontari del 118 ai medici di pronto soccorso e ospedale per ciò che hanno fatto».
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