Gioco
Livorno, sos aggressioni in ospedale: paziente crea il caos con un estintore al pronto soccorso
L'uomo è stato fermato da polizia e carabinieri. L’avvocato dell’Asl, Luca Cei: «Se verrà ravvisata l’interruzione di pubblico servizio chiederemo i danni»
LIVORNO. Ha azionato un estintore seminando il panico nella sala d’aspetto del pronto soccorso. Ancora caos all’ospedale di Livorno, purtroppo teatro negli ultimi mesi di un’escalation di aggressioni verso il personale sanitario. L’ultimo episodio ieri mattina, poco prima delle 7, quando un paziente livornese che era in attesa di essere visitato ha spruzzato la schiuma dell’estintore nella sala costringendo le guardie giurate del Worsp Security Group – quelle incaricate dall’azienda sanitaria per garantire la sicurezza dei locali – a chiamare polizia e carabinieri. L’uomo, che ha dato in escandescenze davanti agli operatori sanitari e agli altri pazienti in coda, già in passato avrebbe creato problemi in ospedale.
Fermato dalle pattuglie
Per fermarlo sono intervenute varie pattuglie di carabinieri e polizia di Stato, dato che in quel momento il posto fisso della questura – una stanza con alcuni agenti che si trova proprio all’interno del pronto soccorso – era chiuso. Agenti e militari sono riusciti a calmarlo, identificandolo, poi una volta dimesso lo hanno portato via. Il dipendenti dell’Asl si sono poi occupati di ripulire la sala d’aspetto.
«Chiederemo i danni»
Sulle aggressioni al personale sanitario l’Asl ha da tempo intrapreso una dura battaglia. Grazie a una convenzione con il Nas – i carabinieri del nucleo antisofisticazione e sanità di via Pieroni, guidati dal tenente colonnello Michele Cataneo – chi crea problemi in ospedale viene sanzionato a livello amministrativo con una multa da 500 a 5.000 euro, generalmente a Livorno di 1.000 stando agli ultimi casi. «Una minaccia del genere, quella dell’estintore – spiega l’avvocato Luca Cei, direttore del dipartimento affari legali dell’Asl Toscana nord ovest – può essere sicuramente perseguita grazie al percorso che abbiamo avviato con il Nas, ma se venisse ravvisato il reato di interruzione di pubblico servizio, come è possibile, possiamo sicuramente costituirci parte civile e chiedere i danni. Negli ultimi mesi, proprio per proteggere i nostri dipendenti, lo abbiamo fatto più volte. La procura ci invia le notifiche delle fissazioni delle udienze preliminari o dei giudizi immediati e noi, grazie all’avvocatura interna, ci costituiamo parte civile». In diversi casi, l’azienda sanitaria, «ha ottenuto forme risarcitorie – conclude Cei – ed è sicuramente una buona notizia. In altri casi l’imputato ha dovuto scrivere una lettere di scuse al Tirreno, che a mio modo di essere è qualcosa di molto efficace, mentre in altre occasioni abbiamo chiesto una donazione al reparto delle cure palliative dell’ospedale. L’imputato può sempre avvalersi della messa alla prova, svolgendo i lavori di pubblico utilità per qualche associazione, ma deve comunque avere il nostro ok se ci costituiamo parte civile».
I precedenti
Ciò che è accaduto ieri purtroppo rappresenta solo l’ultimo di una serie di episodi contro i sanitari livornesi. All’inizio della scorsa settimana, ad esempio, la polizia è dovuta intervenire al triage per una persona che aveva dato in escandescenze, per fortuna senza provocare danni. Fra Natale e Capodanno, invece, un cinquantenne è stato denunciato dai carabinieri per interruzione di pubblico servizio, danneggiamento aggravato, oltraggio, resistenza e violenza a pubblico ufficiale dopo aver danneggiato arredi e strumentazioni del pronto soccorso, aggredendo gli stessi militari. Sempre negli stessi giorni, il Nas, aveva sanzionato per mille euro un diciottenne proprio perché aveva aggredito un’infermiera. In passato, invece, a essere preso a pugni era stato direttamente il primario del reparto di emergenza-urgenza labronico, Luca Dallatomasina, mentre un anno fa era toccato all’infermiere sessantenne Andrea Badalassi, aggredito fuori dall’ambulatorio di odontostomatologia, al pian terreno del quinto padiglione, dal padre di due bambine in visita. Sempre nei mesi scorso, un uomo in escandescenze, aveva addirittura staccato la scritta del posto fisso di polizia. «Solo in Toscana, rispetto a un totale di circa 55.000 operatori del servizio sanitario – spiegano dall’azienda – sono state registrate, nel 2020, 752 aggressioni (561 verbali, 191 fisiche). Nel 2021, invece, 817: 591 verbali e 226 fisiche, mentre nel 2022 il dato si è confermato in leggera crescita», aveva spiegato l’Asl nei mesi scorsi. l
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
