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Livorno, aule per settembre per gli istituti superiori in sofferenza: la Provincia: «Sugli spazi a disposizione ecco alcune novità»
Scarpellini (Provincia) e l’attesa ricognizione a iscrizioni ultimate: "Ci confronteremo con i singoli dirigenti scolastici"
i Luca Balestri
Livorno Gli spazi a Porta a Mare per l’Enriques potrebbero rimanere anche per il prossimo anno scolastico, ma in misura ridotta. Al liceo Cecioni non c’è ancora una data certa rispetto all’arrivo delle aule prefabbricate. Sono alcune delle anticipazioni della presidente della Provincia Sandra Scarpellini rispetto all’attesa ricognizioni degli spazi che l’ente ha realizzato e ultimato in questi mesi. «I prossimi anni scolastici saranno anni di transizione. Quando entro la fine del 2026 saranno completati i lavori del Calafati, avremo molti più spazi per le scuole», premette.
Presidente, la Provincia ha ultimato la ricognizione degli edifici scolastici per una loro ottimizzazione. Cosa ne è emerso?
«Al momento per quanto riguarda i numeri delle iscrizioni alle scuole abbiamo solo delle indiscrezioni. Appena avremo i numeri definitivi, ne daremo una restituzione al tavolo che abbiamo creato, composto dai dirigenti delle scuole, dal personale scolastico, dai sindacati e dagli studenti, cioè da tutti quelli che possono avere voce in capitolo, attraverso una proposta».
Il liceo Enriques continua a crescere: le aule di Porta a Mare o almeno tre delle cinque presenti, alla fine resteranno per il prossimo anno scolastico?
«Non sappiamo ancora se avremo la disponibilità degli spazi di Porta a Mare. Dopo un “niet” certissimo abbiamo insistito con innumerevoli richieste per avere almeno qualche spazio. Sarebbero importanti almeno tre spazi su cinque».
Avete insistito, siete fiduciosi?
«Siamo in attesa di avere una risposta dai proprietari. Sapere se avremo o meno a disposizione gli spazi di Porta a Mare ci aiuterà a definire il quadro complessivo degli spazi delle scuole, e quindi a poter essere più precisi sull’uso degli spazi».
Al Cecioni, l’altro grande liceo della città, i moduli non sono ancora arrivati. Entro Pasqua ci saranno?
«Quando arriveranno non so dirlo con precisione. Visto che siamo già a questo punto dell’anno, quando i moduli arriveranno verranno adibiti nel migliore dei modi, per renderli il più funzionali possibile».
È possibile che l’incertezza che c’è stata quest’anno sull’arrivo dei moduli, e quindi sugli spazi della scuola, abbia scoraggiato diversi alunni a iscriversi al Cecioni?
«L’incertezza sui moduli era inerente a questo anno scolastico, non al prossimo. Noi abbiamo fin da subito provato a chiarire che la volontà era di cercare gli spazi adeguati affinché le famiglie potessero esercitare il diritto di scelta per i loro ragazzi. Mi sembrerebbe quasi offensivo pensare che la questione dei moduli possa aver influito sulla scelta di scegliere o meno il Cecioni».
Come valuta l’ipotesi della Cgil di spostare l’istituto Buontalenti negli spazi dell’istituto Orlando?
«Non ho da dare una risposta in questo momento. Quando avremo i dati definitivi delle iscrizioni agli istituti daremo la nostra proposta di utilizzo di questi spazi. Prenderemo le decisioni confrontandoci con i dirigenti scolastici».
Questa ipotesi, venuta fuori nei giorni scorsi, non è fondata?
«Ogni ricostruzione venuta fuori non è frutto di nostre valutazioni».
Anche il Niccolini Palli il prossimo anno avrà un incremento di studenti. Per gli spazi del liceo ci sono delle novità?
«Mi ripeto: vedremo gli spazi che avremo. Sicuramente combineremo i numeri in una condizione che sia la meno problematica per le scuole, cosa che come Provincia facciamo da sempre. Fino al 2026, quando sarà pronto Calafati, cercheremo di mettere le scuole in una situazione meno invasiva possibile».
È certo che il Calafati sarà pronto per la fine del 2026?
«Per ristrutturarlo si utilizzano dei fondi del Pnrr, quindi entro quella data deve essere per forza pronto. Cerchiamo di vedere le soluzioni dei prossimi due anni come in ottica di transizione».
Come Provincia state provando a fare pressione sul Governo centrale per ottenere più fondi?
«La sezione Toscana dell’Unione province d’Italia sta continuando a pressare per avere più fondi per le scuole, ma quello che le province hanno ottenuto dal governo finora è un taglio di cento milioni di euro in tre anni».l
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