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Livorno, vanno giù le iscrizioni al liceo Cecioni: parla il preside Bucci «L’incertezza sulle aule ci ha penalizzato»
La maxi scuola di via Galilei e il calo del 33%: «Rappresentiamo 2mila famiglie: la Provincia ci ascolti»
LIVORNO «Il calo degli iscritti è stato generalizzato, sicuramente noi lo abbiamo sentito più di altri: sicuramente anche il non aver dato certezze sugli spazi e sui tempi da parte della Provincia può aver influito sulla scelta delle famiglie che invece hanno bisogno di certezze», il dirigente Rino Bucci “incassa” il calo degli iscritti della sua scuola. Sicuramente denatalità e calo demografico si sono fatti sentire un po’ ovunque a livello numerico, anche se per ogni istituto in maniera differente.
Rispetto al 2023 si tratta di un meno intorno al 33%. Soprattutto il preside cerca di darne una lettura che sia utile anche per il futuro e per le scelte da intraprendere. Analizza i dati. Sa bene che i cali nel suo villaggio scolastico che rappresenta 2mila famiglie si sono registrati, in misura maggiore, nelle materie scientifiche.
Le nuove matricole sono 311 a fronte dello scorso anno in cui i nuovi iscritti furono 467. I ragazzi di quinta superiore in uscita sono 320: c’è una differenza di nove studenti in meno tra chi entra e chi esce.
«I cali più evidenti si sono registrati all’indirizzo Scientifico tradizionale e a Scienze Applicate», analizza. E fa esempi concreti di quel che accadrà a settembre: «Sicuramente faremo una sola prima di Scientifico tradizionale a fronte di due dell’anno passato e anche per Scienze applicate il calo è quasi del 50%».
Bucci ci tiene a sottolineare che il boom del Cecioni è stato in tempi recenti: dal 2020 al 2023 si è andati da 471 nuovi iscritti a 456 passando a 408 fino ad arrivare a 467. «I numeri degli studenti in uscita non sono quelli del boom per intenderci», prosegue. E torna a ribadire che dopo aver informato nella giornata di ieri il consiglio d’istituto dei numeri delle iscrizioni, attende di incontrare la Provincia per confrontarsi sulle richieste già effettuate all’ente. Per avere garanzie e risposte certe.
«Dobbiamo capire con chiarezza quale posizione ha il nostro liceo nello scacchiere cittadino dal momento che rappresenta 2mila famiglie: ho fatto alla Provincia delle richieste specifiche rispetto alla questione degli spazi per il prossimo anno scolastico e servono risposte».
Sviscera il suo pensiero: «Attualmente abbiamo una organizzazione oraria che non può restare tale né essere quella definitiva: in attesa delle aule prefabbricato promesse da tempo ma non ancora arrivate, l’istituto sta facendo un grande sforzo organizzativo e ha ancora un orario provvisorio». Guardando a settembre: «È necessario avere certezze per rendere agevole e ragionevole l’organizzazione didattica cercando di evitare sovrapposizioni su tanti edifici: l’offerta formativa è più gestibile se fatta in uno stesso luogo e non spezzettata».l
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