Gioco
Livorno piange Carlo Marra: morto a 58 anni l’ex pugile e saldatore
Operaio in porto, è stato anche un buttafuori. Suo fratello è Alessio, presidente della sezione nautica di Salviano: «Era una roccia, tutti lo conoscevano col soprannome "Carlino la bestia"»
LIVORNO. Si è spento a 58 anni dopo aver lottato a lungo contro una malattia. «L’ho assistito negli ultimi istanti della sua vita e, alla fine, ha voluto stringere una foto incorniciata alla quale teneva tantissimo». Livorno piange la scomparsa di Carlo Marra, per tutti “Carlino la bestia”, ex pugile, buttafuori nelle discoteche e saldatore portuale dei container.
Il cinquantottenne – fratello di Alessio Marra, vogatore del Palio e presidente della sezione nautica del Salviano – è morto nella serata di lunedì 12 febbraio, circondato dall’affetto della sua famiglia. Abitava alla Guglia, ma era cresciuto nella zona del Cisternone. Purtroppo, le sue condizioni di salute, lo avevano costretto da anni ad abbandonare il lavoro, motivo per il quale stava percependo una pensione di invalidità. «Era in dialisi da quattro anni per problemi ai reni – commenta il fratello – poi aveva il diabete. Nonostante tutto mio fratello era una roccia, una persona meravigliosa che aveva tanti amici e con i quali amava trascorrere il tempo in giro per Livorno. Non voleva mosche sul naso, era molto credente, tutti lo soprannominavano “Carlino la bestia” e da giovane ha praticato anche il pugilato».
Molto meno appassionato di voga rispetto al fratello, si informava comunque costantemente sulle dinamiche della cantina del Salviano, presieduta appunto da Alessio. «Amava la palestra – prosegue il presidente della sezione nautica – e per questo aveva un grandissimo fisico. È rimasto lucido fino all’ultimo momento e, poco prima della morte, ha voluto stringere a sé una foto alla quale teneva tantissimo e che, proprio per questo, ho voluto pubblicare sulla mia pagina Facebook per omaggiarlo».
A “Carlino”, rimarca ancora Alessio, «volevano bene tantissime persone». «Da giovani in molti ci hanno conosciuto al Cisternone e al Parterre, dove abitavamo – conclude – e in queste ore sto ricevendo tantissimi messaggi di condoglianze commoventi. Mi sto rendendo conto di quanta gente, a Livorno, ci vuole bene».
La camera ardente di Marra è stata allestita il 13 febbraio al cimitero dei Lupi a cura delle onoranze funebri della Svs di via San Giovanni e il 14 alle 11, saranno celebrati i funerali nella chiesa Nostra signora di Fatima di via Fratelli Cervi, in Corea.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
