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Allarme occupazione alla Magna di Guasticce: «Garanzie sui piani industriali e basta tensioni»

di Juna Goti
Allarme occupazione alla Magna di Guasticce: «Garanzie sui piani industriali e basta tensioni»<br type="_moz" />

Simoncini in consiglio comunal: «Verso l’intesa, ma evitare gesti offensivi»

09 febbraio 2024
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Livorno «Abbiamo letto, non so se è vero, che un dirigente ha strappato la lettera dei sindacati: non solo sarebbe offensivo verso i lavoratori, ma non aiuterebbe quel clima di normali relazioni che deve contraddistinguere il nostro territorio. Il 5 marzo ci sarà un nuovo incontro a Firenze: l’auspicio che formulo è che in questi giorni si possa svolgere un reale e leale confronto tra le parti, evitando gesti che possono soltanto acuire la tensione, per poter così arrivare alla stipula di un accordo che dia certezze sul futuro dello stabilimento di Guasticce, garantendo al massimo i livelli occupazionali». Così il presente e il futuro della Magna sono arrivati – anzi tornati – in consiglio comunale. L’assessore Gianfranco Simoncini è intervenuto rispondendo a una sollecitazione del segretario e consigliere del Pd, Federico Mirabelli.

«La decisione della Magna di delocalizzare una linea produttiva in Macedonia – ha evidenziato in apertura Mirabelli, che è anche operaio dello stabilimento – preoccupa le lavoratrici e i lavoratori. Quello che chiedono i sindacati è la definizione di una prospettiva di medio periodo, almeno triennale, che tenga di conto di produzioni o prodotti a fine vita e di nuove opportunità produttive, una richiesta più che comprensibile».

Simoncini, dopo avere premesso che «l’amministrazione comunale segue con attenzione e da tempo le prospettive della Magna», ha spiegato di avere partecipato venerdì scorso all’incontro in Regione (presenti sindacati e azienda, oltre a Regione e Comune di Colle) per arrivare «a un accordo di garanzia sulle prospettive industriali». «Nell’incontro – ha riferito ai consiglieri – l’azienda ha illustrato gli investimenti fatti e previsti per il consolidamento della presenza sul territorio che sono stati di 4 milioni e 400mila nel 2023, di 6milioni e 100 mila previsti e autorizzati nel 2024 e di 10 milioni nel 2025-30, in attesa di autorizzazione dalla casa madre». Che «per tutto il gruppo, non solo per Livorno, si è presa un po’ di tempo rispetto alle autorizzazioni dei diversi piani di investimento». «Nel sottolineare le incertezze del settore automotive – ha aggiunto Simoncini – è stata comunque ribadita la volontà di consolidare la presenza sul territorio, informando che si è prodotto in questi mesi anche un investimento su nuove figure nel management».

A fronte delle domande di sindacati e istituzioni sui livelli occupazionali e sulla cassa integrazione, «la risposta è stata che non sono previsti tagli occupazionali per il personale a tempo indeterminato, mentre la società non era in grado di garantire i contratti a termine, che non sono pochi perché sono c 70, anche se nell’incontro non è stato affermato che questi saranno tagliati a breve. È stato detto che in parte sono contratti legati a tassi di assenza alti e a necessità di picchi di produzione». Sulla cassa «è stato confermato di non poter escludere la possibilità di dover attuare l’ordinaria alla scadenza dell’attuale deroga e che comunque su questo il confronto si sarebbe aperto solo da aprile».

Venendo al punto: dall’azienda «è stata confermata la volontà di spostare la linea degli attuatori in Macedonia a fine 2024, precisando però che questa non avrebbe determinato ricadute occupazionali perché gli investimenti in atto avrebbero portato a un aumento della capacità di produzione del prodotto finito, che sarà comunque completato e spedito, oltre che ingegnerizzato a Guasticce, ma che stanno lavorando anche per altri prodotti». Quella riunione si è conclusa con una nuova convocazione per il 5 marzo.

In consiglio comunale, dove è già partita la campagna elettorale, si accende un dibattito caratterizzato dal fuoco incrociato tra gli schieramenti politici. Dal M5S che con Stella Sorgente tira fuori la mozione approvata all’unanimità sulla Magna nel 2019 e chiede conto di quanto è stato davvero fatto a livello politico, alla destra che con Carlo Ghiozzi (Lega) accusa il Pd di piangere «lacrime di coccodrillo». Una richiesta accomuna tutti i consiglieri di opposizione intervenuti, partendo da Andrea Romiti (Fdi) per arrivare a Costanza Vaccaro (gruppo misto), che interviene dopo Aurora Trotta (Pap) e Valentina Barale (Bl): si convochi subito la commissione tre, che si occupa di lavoro e di cui «non ci ricordiamo mai perché non viene mai indetta». «Per fortuna», ribatte Mirabelli sul punto, «perché ho vissuto stagioni, come quella del 2008, in cui si dovevano mettere in campo commissioni anti crisi ogni quindici giorni per tutte quelle che si erano aperte in città». l


 

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