Il Tirreno

Livorno

Il lutto

Livorno, è morto il maresciallo Gazineo: quei giorni terribili nel fuoco di Montenero

di Claudia Guarino

	Il maresciallo Gazineo
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Il maresciallo Gazineo

Il ricordo della figlia Claudia: «Nel suo percorso ha ottenuto numerosi riconoscimenti ed è stato insignito anche dell’onorificenza di Cavaliere della Repubblica»

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LIVORNO. Le fiamme divorarono ettari di bosco e le lingue di fumo svettavano in cielo, spaventose. Correva l’anno 1990 e Orlando Gazineo non lo dimenticò mai. A quell’epoca era comandante della stazione dei carabinieri di Montenero e rimase sempre vicino ai “suoi” paesani. La prima settimana di febbraio 2024 si è portata via Gazineo, in pensione dalla fine degli anni Novanta. Aveva 85 anni e lascia un grande vuoto nei cuori delle tante persone che gli volevano bene e che giovedì 8 febbraio gli hanno portato l’ultimo saluto durante il funerale. Mancherà soprattutto alle figlie Claudia e Carla e ai nipoti Giada, Alice e Samuele.

Originario di Laino Borgo, in provincia di Cosenza, Gazineo arrivò in Toscana molto giovane e frequentò la scuola per allievi marescialli. E fu assegnato alla Stazione dei carabinieri di Montenero, che guidò per una quindicina d’anni con la carica di maresciallo maggiore.

«Tra gli eventi a cui ha partecipato mio padre – racconta la figlia Claudia – ci sono stati, per esempio, il terremoto dell'Irpinia, l'alluvione di Firenze e l'alluvione e l'incendio a Montenero del Novanta, oltre a molte operazioni importanti come la cattura di un pericoloso latitante nella provincia di Torino. Nel suo percorso ha ottenuto numerosi riconoscimenti ed è stato insignito anche dell’onorificenza di Cavaliere della Repubblica. Nel 2021, purtroppo, aveva perso la moglie Gianna e il figlio Stefano di 48 anni per una malattia».

Appassionato di mare, Gazineo non ha mai più lasciato Livorno, città d’adozione a cui era molto affezionato e, negli anni, ha coltivato una grande passione per la letteratura e per l’informazione.

«Gli piaceva molto legger, sia libri che giornali – racconta la figlia –. E si era anche iscritto all’università». Chi conosceva Orlando Gazineo lo descrive coma una persona «disponibile e molto generosa». Come una persona che aveva fatto degli altri la sua missione. Come maresciallo dei carabinieri e, ancora prima, come uomo. 

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