Gioco
Livorno, combustibili “green” sulle navi già tre miglia prima dell’ormeggio
Dal 19 febbraio i comandanti saranno obbligati ad attivare carburante con meno zolfo. Oggi, l’imposizione, scatta solo dopo l’attracco. Angora: «Così tuteliamo i cittadini»
Livorno Cambio obbligatorio del carburante in rada e non più in porto, dopo l’ormeggio, com’era finora. La capitaneria, con un’ordinanza firmata ieri dall’ammiraglio Gaetano Angora, obbliga i comandanti a utilizzare i combustibili a tenore di zolfo inferiore allo 0,1%, per alimentare i motori già a tre miglia dalla costa. «Questa la risposta – spiegano dalla direzione marittima toscana – alle ragionevoli apprensioni dei livornesi».
Analisi continue
Il fenomeno è stato già approfondito e da qualche anno mitigato con la sottoscrizione del “Blue agreement”, un accordo tra enti e società di navigazione che ha rappresentato un primo importante passo e viene tenuto sotto controllo dalle varie campagne di monitoraggio sulla qualità dell’aria effettuate da Arpat su mandato del Comune e dai controlli che la guardia costiera. «Sebbene i dati rilevati e analizzati non abbiano fatto registrare sforamenti, la giunta – spiega la guardia costiera – si è fatta carico delle preoccupazioni dei cittadini e ha auspicato la possibile introduzione di un’ordinanza che obbligasse il passaggio al combustibile con minore percentuale di zolfo già prima dell’ingresso in porto. La finalità è quella di ridurre le emissioni di anidride solforosa derivanti dalla combustione dei combustibili liquidi a uso marino, diminuendo gli effetti nocivi per le persone e l’ambiente».
Finora obbligo in porto
Tutte le navi che arrivano a Livorno «sono già in linea con le imposizioni derivanti dalle direttive comunitarie e internazionali – sottolineano i militari – sia per quanto riguarda la tipologia di combustibile, che per gli impianti idonei ad abbattere le emissioni inquinanti, i famosi “scrubber”, quei grossi filtri che si installano sui camini delle navi per la pulizia dei gas di scarico dei motori. La capitaneria, in ogni caso, appena è stata investita di questa richiesta ha dapprima effettuato tutte le verifiche tecniche e amministrative del caso e ha poi accertato la concreta fattibilità di emissione dell’ordinanza recependo la richiesta di sindaco e assessori». In pratica, al momento, l’obbligo è solo in porto, anche se le navi che vi sostano per meno di due ore possono derogare. Dal 19 febbraio, invece, non più.
Le nuove regole
«Tutte le navi – si legge nel provvedimento, che entrerà appunto in vigore il 19 febbraio – dovranno attivare la procedura del cambio di combustibile necessario ad alimentare gli apparati ausiliari (quelli che sono tenuti in moto durante la sosta della nave all’ormeggio) all’atto dell’ingresso nella rada del porto in modo da effettuare tutte le manovre all’interno del bacino con il combustibile a tenore di zolfo inferiore allo 0,1%. Allo stesso modo, in fase di partenza, le navi avranno l’obbligo di utilizzare il combustibile meno inquinante fino alla completa uscita dalla rada». In altre parole, già a tre miglia dal porto, vigerà il divieto di utilizzare il combustibile con la più alta percentuale di zolfo: un limite più stringente che segna il passo verso un’ulteriore diminuzione degli effetti delle emissioni, esigenza molto sentita in un porto come Livorno, le cui aree retroportuali sono fortemente urbanizzate.
Controlli dalla nave
Ma l’ordinanza introduce anche procedure per migliorare e controllare le emissioni dei gas di scarico. Vengono impartiti obblighi per gli equipaggi, in particolare sulle corrette attività di manutenzione di macchinari e apparati, nonché sulla vigilanza della fuoriuscita dei fumi e, laddove riscontrata, delle azioni per individuare ed eliminare l’anomalia. «Specifiche misure aggiuntive – prosegue la capitaneria – sono state poi introdotte per le navi passeggeri ro-ro investendo le compagnie di gestione “Ism”, deputate al sistema di gestione della sicurezza e delle politiche per la protezione dell’ambiente da parte delle navi, che si sono rivelate favorevoli a tale tipo di iniziativa. Le società dovranno predisporre procedure operative che assicurino non solo la costante e perfetta manutenzione di valvole, pompe, iniettori, filtri, ma prevedere anche che uno o più membri dell’equipaggio svolgano un’attività continuativa di monitoraggio delle emissioni per poter rilevare anomale e prolungate emissioni di fumo nero e adottare misure correttive. Le operazioni dovranno essere tempestivamente annotate in apposito registro di bordo che sarà tenuto a disposizione delle autorità in caso di controlli». Maggiori e più rigorose verifiche sono previste in caso di accertate emissioni di fumo scuro, con l’autorità marittima che potrà disporre controlli aggiuntivi nonché ulteriori campionamenti dei combustibili utilizzati con spese a carico degli armatori. «Saranno anche disposte – recita infine l’ordinanza – visite di controllo occasionali e senza preavviso per verificare che le attività manutentive siano eseguite secondo le norme e le raccomandazioni emesse dalle case costruttrici di impianti ed apparati».
«Tuteliamo la salute»
«Già da tempo abbiamo preso a cuore questo problema – spiega Angora – e ho disposto l’intensificazione delle ispezioni a bordo rendendo pubblici sul nostro sito Internet, in ottica della massima trasparenza, i risultati delle attività di controllo e campionamento che eseguiamo con l’ausilio dell’Agenzia delle dogane. E pur consapevoli che gli esiti delle nostre attività non avevano fatto emergere valori superiori ai limiti di legge, al pari delle campagne di monitoraggio effettuate dall’Arpat – prosegue il comandante del porto – abbiamo inteso raccogliere l’invito del Comune, direttamente portato alla nostra attenzione dal sindaco Luca Salvetti e dalle assessore Cepparello e Bonciani, per rispondere alle esigenze dei cittadini, preoccupati che i fumi delle navi potessero creare un rischio alla propria salute. È stata dimostrata grande sensibilità da parte degli armatori e che ha l’obiettivo di costituire una “best practice”, non solo per il divieto di utilizzo del combustibile più inquinante già da una fascia di rispetto esterna al porto, ma soprattutto per la prevenzione di avarie e malfunzionamenti durante la permanenza all’ormeggio». l
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