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Secondo furto in tre giorni al bar Dollino di Livorno: «Le istituzioni ci lasciano soli»
La rabbia del titolare del locale di piazza Grande, Fabio Corsi, che lo ha rivelato da un mese: «Noi imprenditori vessati, mentre loro sono impuniti»
LIVORNO. Ha fatto irruzione nel bar, rompendo la porta d’ingresso che affaccia sotto il loggiato, per non rubare niente. Dietro, infatti, ha lasciato “solo” una lunga scia di danni. Terzo colpo in tre giorni al Dollino di piazza Grande, il locale inaugurato sotto la nuova insegna dell’imprenditore Fabio Corsi da poco più di un mese.
Il ladro è rimasto dentro per 18 secondi, palesandosi all’1,10 del 7 febbraio, giusto il tempo di capire che nel registratore di cassa non era stato lasciato nulla, neanche gli spiccioli. «Dopo il furto dei giorni scorsi – commenta il titolare – dentro non ci lascio più nemmeno le monete, mica sono scemo. Purtroppo, però, il malvivente è ugualmente entrato, scassinando l’ingresso che ora rinforzerò con un nuovo lucchetto. Entrando, purtroppo, ha rotto pure alcune bottiglie».
L’imprenditore è fuori di sé per le tempistiche ravvicinate dei furti. E non sa più come difendersi. «Le istituzioni ci lasciano soli – prosegue – perché controllano in modo fin troppo approfondito noi imprenditori che diamo lavoro, mentre queste persone continuano impunite ad agire. Con le leggi che ci sono, anche se lo prendessero stasera, lo liberebbero subito. Le forze dell’ordine fanno il possibile e non possono stare fisse a sorvegliare il bar. Devo dire che, dopo il furto, sono state molto cortesi e hanno aspettato che finissi di chiudere per andarsene via».
Le telecamere hanno registrato tutto e Corsi le ha già messe a disposizione della procura. «Stavolta le immagini sono chiare – conclude – perché il ladro si vede in volto. Avrà una quarantina d’anni, forse è italiano e penso che sia lo stesso dell’ultimo raid, visto che all’interno del mio bar si è mosso con molta disinvoltura, andando dritto alla casa. Ma è solo una mia sensazione. Deve comunque cambiare sistema: queste persone vanno punite». l
S.T.
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