Gioco
Livorno, Salvetti da Pezone diventa un caso. La sinistra: «Dov’è l’antifascismo?»
BL, M5s, Pap, Rc e Possibile all’attacco: «Sdogana partiti vicini a Forza Nuova»
Livorno La partecipazione di Luca Salvetti alla presentazione di Giovanni Pezone, candidato a sindaco di Rinascita Toscana-Ancora Italia, ha infiammato le opposizioni.
«Salvetti è davvero antifascista?», si chiedono Valentina Barale, Stella Sorgente e Aurora Trotta, le tre leader di Buongiorno, M5s e Potere al Popolo insieme a Niccolò Fallani di Possibile e al segretario di Rifondazione Marco Chiuppesi, a cui non basta la spiegazione fornita venerdì dal sindaco ai giornalisti di aver partecipato per cortesia istituzionale in quanto invitato.
«L’inizio della fase calda della campagna elettorale ha mandato in confusione il primo cittadino uscente – attaccano i cinque partiti/movimenti che sosterranno la candidatura della Barale –. Infatti, si è fatto subito riprendere in un caloroso abbraccio con il candidato del centrodestra, mentre i partiti che sostengono Salvetti parlavano della coalizione Guarducci come di “destra destra”».
«Poi – aggiungono – è arrivato questo scivolone: la partecipazione alla presentazione di “Ancora Italia”, partito con posizioni di chiaro stampo fascista e, per diversi, in odore di vicinanza a ciò che rimane di Forza Nuova, tra i protagonisti della sfilata con saluti romani di Acca Larenzia».
«La stampa - accusano Sorgenti & Co. – ha motivato la presenza di Salvetti come “dovere istituzionale”: ci chiediamo quale dovere rappresenti sdoganare forze reazionarie di questo tipo, con una presenza istituzionale che marca un precedente, in negativo, nella storia politica di Livorno. Come sappiamo c’è differenza tra l’antifascismo che onora lapidi, tombe e bacia bandiere e la pratica democratica di tutti i giorni. In questo caso la differenza la marca la necessità di raccogliere voti un po’ ovunque visto che a Salvetti i conti non tornano. E infatti Pezone, vista la presenza del primo cittadino invece di tuonare contro la sinistra ha subito detto che al secondo turno “ci penserà”: quando si dice la folgorazione! Ci riflettano soprattutto gli antifascisti su chi sia meglio votare al primo turno, tra chi ha posizioni sobrie e ferme contro le destre e chi oscilla tra cerimonie a cielo aperto, abbracci fraterni con gli avversari e presenze a lanci di partiti che sono un’offesa per la nostra democrazia. E si ricordino di questi comportamenti l’8 e il 9 giugno». l
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