Gioco
Carenza di aule a Livorno, la proposta: «Ogni istituto torni nei suoi spazi»
La Cgil: «L’Orlando potrebbe ospitare il Geometri Così il Cecioni, in crescita, si allargherebbe»
Livorno «Sarebbe sensato che ogni scuola si riappropriasse dei propri spazi»: parte così l’analisi di Veronica Virgili, sindacalista e segretaria generale Flc Cgil Provincia di Livorno. In vista del prossimo anno scolastico, delle iscrizioni in essere e dell’annoso problema della carenza di spazi che potrebbe mettere a rischio la libertà di scelta dei ragazzi, avanza una panoramica ipotetica di quelle soluzioni pratiche che potrebbero essere adottate per garantire ad ogni studente la scelta della scuola che si preferisce .
I risultati ufficiali dell’attesa ricognizione degli spazi scolastici degli istituti superiori da parte della Provincia ancora non sono stati formalizzati. Sono pronti, ma Palazzo Granducale attende la fine delle iscrizioni per capire quale strada intraprendere rispetto alle opzioni messe in campo. Tutto dipende dai numeri e dalle esigenze reali di ogni istituto.
Col fiato sospeso
Col fiato sospeso soprattutto chi sceglie il liceo Cecioni: il villaggio scolastico di via Galilei è in cima alle preferenze, ad oggi conta 91 classi per 71 aule e le previsioni delle nuove iscrizioni sono ancora in aumento. «Quello del liceo Cecioni è il quadro di un miracolo che quotidianamente diventa realtà», afferma Virgili, ricordando che secondo le proiezioni di Palazzo il liceo crescerà ancora. Le matricole aumenteranno. «Con un grande sforzo organizzativo da parte del personale e della didattica visto che ancora i tanto attesi moduli prefabbricati da collocare in giardino non sono arrivati e la scuola ancora non può avere il suo orario definitivo».
Il futuro secondo noi
L’analisi di Virgili parte dal liceo Niccolini-Palli: si auspica che la scuola guidata dalla dirigente Teresa Cini riesca a riappropriarsi, in futuro, anche della succursale di via Goldoni (oggi in uso al liceo Enriques) che andrebbe ad aggiungersi alla sede di via Rossi e a quella di via Maggi. «Il liceo è vicino alla sua capienza massima, se non si riappropria di quegli spazi, in futuro, rischia di non poter accogliere nuove iscrizioni e potrebbe non riuscire a mantenere la propria autonomia scolastica – e va nei dettagli – Le istituzioni scolastiche sotto ai 900 studenti vengono accorpate: questo processo è già stato deliberato e nella nostra regione si deve concludere massimo nel 2026, tra due anni».
Le supposizioni di Virgili comprendono anche una combinazione condivisa, a suo dire, da tanti soggetti interni al mondo della scuola e che riguarda da una parte l’istituto Orlando, Buontalenti e Cappellini e dall’altra il liceo Cecioni. E avrebbe ripercussioni positive anche sul vicino Iti, che a sua volta potrebbe andare a liberare spazi come quelli di via Filzi (sono locali privati per cui la Provincia spende soldi pubblici per l’affitto) e della palazzina Cemento all’interno dell’istituto Orlando di piazza Due Giugno. «Se ci fosse la condizione si potrebbero ottimizzare gli spazi del professionale Orlando – va avanti la segretaria generale – ed usare quelli presumibilmente liberi nell’edificio a più piani di piazza Due Giugno, andando ad accogliere gli studenti del Geometri di via Zola. Queste due scuole fanno parte anche dello stesso istituto: in questo modo il liceo Cecioni potrebbe allargarsi nell’edificio attiguo liberato dal Geometri, andando a sua volta a liberare l’edificio che attualmente occupano i liceali dentro l’Iti». Virgili fa riferimento al cosiddetto “edificio 1” che fa parte dell’Istituto tecnico industriale da anni occupati dai ragazzi del Cecioni. Sempre per mancanza di spazi sufficienti ad ospitare tutti gli iscritti. L’analisi di Virgili va avanti: «L’istituto tecnico Galilei a sua volta potrebbe riappropriarsi delle aule occupate dal liceo Cecioni e usarle per i propri studenti, magari andando a liberare i locali in affitto alla Provincia in via Filzi, a Shangai». Capitolo liceo Enriques: anche l’istituto guidato da Ersilio Castorina potrebbe avere problemi legati a carenza di aule e nuove iscrizioni. Anche perché non è ancora certo che siano disponibili come lo scorso anno i locali di Porta a Mare. La Provincia ha chiesto all’immobiliare Igd proprietaria dell’edificio di prolungare la locazione per tre delle cinque aule. «Purtroppo la difficoltà del liceo Enriques è quella che nella succursale di via Goldoni le aule sono piccole mentre le classi sono numerose e il Provveditorato non concede deroghe - prosegue - Se le aule a Porta a Mare non dovessero essere riconfermate, la speranza è che ci siano spazi da mettere a disposizione all’interno del vicino Nautico». Virgili chiude: «Le mie sono solo supposizioni, in assenza delle informazioni ufficiali della Provincia che avrebbe già dovuto ultimare e comunicare gli esiti della ricognizione puntuale degli spazi: siamo in frenetica attesa».l
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