Il Tirreno

Livorno

Il ponce alla livornese torna a essere prodotto a casa. Fabio Elettrico: «Il mio regalo alla città»

di Francesca Suggi
Il ponce alla livornese torna a essere prodotto a casa. Fabio Elettrico: «Il mio regalo alla città»

“L’unico Ma dé in Livorno” e la nuova creatura del Re dei Re. Elettrico: «Grande orgoglio»

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LIVORNO. Il “ponce” alla livornese torna a casa. Lo dice col petto gonfio di orgoglio Fabio Elettrico, “Il Re dei Re” alla guida di quel liquorificio di via dell’Antimonio che lunedì presenterà alla prestigiosa vetrina del Pitti Taste di Firenze l’ultimo nato in quello scrigno dei distillati che ha collezionato premi e medaglie d’oro in tutto il mondo, grazie ai suoi prodotti.

«Riportiamo finalmente la produzione del ponce nel suo territorio natio – afferma il noto distillatore, calabrese di origine e livornese di azione – Rispettosi della tradizione liquoristica labronica dopo alcuni anni e vari esperimenti siamo riusciti a portare a termine questa impresa, la prima produzione del nostro ponce secondo la ricetta originale».

È motivo di soddisfazione poter leggere l’etichetta con la scritta “prodotto a Livorno” per Fabio e per il figlio Piercristian, l’altro alchimista artigiano di famiglia che tanto ha fatto per arrivare a questo ennesimo risultato.

«Io e mio figlio crediamo molto in questo progetto: non è solo una questione economica, è il mio regalo per Livorno». Perché intorno al Ponce alla livornese, oggi, c’è un dettaglio non da poco che molti livornesi si rifiutano persino di considerare. Il loro amatissimo rumme non è più fatto a Livorno da tempo.

La ditta Vittori ha chiuso i battenti da un pezzo. Il “nostro” ponce alla livornese, quello storico con marchio depositato Vittori, per anni è stato prodotto a Uliveto Terme, in provincia di Pisa. La produzione, come si legge dall’etichetta sul retro di queste bottiglie conosciute in mezzo mondo, si è spostata nel fiorentino: si legge “Distilleria Deta”, a Barberino Tavarnelle.

A maggior ragione l’operazione targata “Il Re dei Re” ha un sapore quasi epocale. Con una etichetta più labronica che mai: ci sono i simboli di Livorno, c’è la scritta Fides.

Ma soprattutto si legge la scritta “Il vero Ponce alla livornese”, “L’unico Ma Dé in Livorno”, richiamando al livornesissimo dé e all’inglesisimo “made”, che significa fatto. E sul retro si legge: “prodotto e imbottigliato nello stabilimento di via dell’Antimonio 2”. Ma come ci sono arrivati Fabio e Piercristian Elettrico? «Abbiamo testato tanti e diversi rum per arrivare a sviluppare la ricetta che richiamasse l’originalità: uno in particolare ci ha colpito, ha una gradazione di 40 gradi, poi dietro c’è una lavorazione di 90 giorni perché il prodotto necessita di una grande ossigenazione – gli alchimisti non possono svelare i segreti ma qualche asso lo calano – Il nostro ponce alla fine ha visto la fusione di due rum ovviamente non italiani». Per fine febbraio saranno pronte le prime mille bottiglie. Le prime bottiglie del Ponce alla livornese prodotto a Livorno. Nuovo Ponce che sarà lunedì in vetrina alle 18 al Cibreo Cafè at Helvetia & Bristol. Elettrico si guarda indietro: «Dopo 12 anni che produco liquori a Livorno e dentro ci sono anche le ricette della mia nonna, riportare la produzione della tradizione liquoristica del Ponce alla livornese nella sua patria è la più grande soddisfazione».




 

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