Il Tirreno

Livorno

Il lutto

Addio a Maria Grazia Paoletti, vedova del grande Leo Picchi

di Stefano Taglione
Maria Grazia Paoletti, morta a 90 anni
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Maria Grazia Paoletti, morta a 90 anni

Livorno: la donna abitava nel quartiere Fabbricotti. Il ricordo: «Premurosa, dedita alla famiglia, aveva una parola gentile per tutti»

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LIVORNO. Nella zona di Villa Fabbricotti la conoscevano tutti, visto che da decenni frequentava abitualmente la parrocchia del quartiere e, per chiunque, aveva parole gentili. È lutto in tutta la città per la scomparsa di Maria Grazia Paoletti, 90 anni, moglie del grande Leo Picchi. Suo marito – il giocatore, cestista e dirigente sportivo livornese scomparso nel 2005 – era il fratello del grande Armando, bandiera amaranto e dell’Inter, al quale è intitolato lo stadio labronico, considerato fra i migliori liberi del calcio italiano.

Maria Grazia, madre di tre figli, si è addormentata per sempre nella serata di venerdì 2 febbraio in ospedale. Fatale un ictus, che l’ha colta nella sua abitazione di via Medaglie d'Oro della Resistenza e che l’ha costretta al ricovero in viale Alfieri. Dopo un trasferimento d’urgenza a Cisanello, però, i medici hanno ritenuto di non poterla operare, rimandandola nella sua Livorno, dove purtroppo è deceduta. Lascia i figli Paola, Gianni e Francesca, con la quale abitava. Una famiglia profondamente legata al mondo del calcio cittadino, visto che Leo ha creato dal nulla l’Armando Picchi calcio, la squadra intitolata al fratello che ha lanciato talenti di primo piano del pallone, come il bomber amaranto Cristiano Lucarelli.

«Maria Grazia era una donna matriarca, come nella vecchia scuola livornese – racconta Marco Poles, amico e vicino di casa della famiglia – che ha seguito con dedizione la famiglia e i figli. Vicina alla chiesa, frequentava abitualmente la parrocchia e sia nel condominio, che nel quartiere, tutti avevano rapporti con lei. Era molto disponibile a portare avanti le amicizie, gentile e premurosa con tutti». Fra le sue passioni il cucito e il ricamo. Amava, infatti, trascorrere così il tempo libero. Fino a pochi giorni fa, prima dell’ischemia, che l’ha colta all’improvviso. Fino a quel momento, infatti, la novantenne era lucida, autonoma e senza particolari problemi di salute. «Una persona disponibile e buona – prosegue Poles – aggettivi che la inquadrano molto bene. Ci avevo parlato per l’ultima volta pochi giorni fa, mentre era in casa con le figlie, poi mi hanno informato di questi ictus che aveva avuto». Domenica 4 febbraio, alle 15, nella chiesa di Sant’Agostino si celebreranno i funerali.
 

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