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Livorno, ultimo giro di pista per le macchinine telecomandate: addio al circuito dentro al Gymnasium

di Franco Marianelli
Il circuito del Gymnasium e una macchina elettrica
Il circuito del Gymnasium e una macchina elettrica

Valerio Paoletti: «Non ce la facciamo più a sostenere la cifra che annualmente ci chiede il Comune». Un’idea nata 40 anni fa

31 gennaio 2024
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LIVORNO. L’ultimo giro di pista lo faranno presumibilmente il prossimo 29 febbraio data nella quale Valerio Paoletti, presidente dell’Associazione Sportiva Microracing, riconsegnerà simbolicamente le chiavi della pista al sindaco Luca Salvetti.

Stiamo parlando della realtà degli appassionati di macchinine telecomandate e della storica sede della pista , dal lontano 1983, presso il Gymnasium di Viale Carducci. Il profilo Facebok del gruppo (RCGynmasium Livorno) è da ieri listato a lutto e i commenti dispiaciuti non sono mancati. «Non ce la facciamo più a sostenere la cifra che annualmente ci chiede il Comune ovvero 4.000 euro. E di conseguenza – racconta Ferretti (che ha raccolto il testimone alla guida dell’associazione dal padre Paolo scomparso di recente) – siamo stati costretti a dar disdetta dell’affitto al Comune a far data dal prossimo 29 febbraio, ultimo giorno di attività. Da considerare che, come associazione, -prosegue l’attuale presidente – ci siamo sempre fatti carico, oltre all’affitto, pure delle spese di corrente elettrica, di pulizia dell’autodromo (grande coma un campo di calcio) e delle bollette varie».

E quindi le macchinine rientrano nei loro box ?

«Sì, a meno che ovviamente non ci sia un ripensamento da parte dei nostri amministratori cosa che auspico».

Più di quarant’anni di attività ?

«Sì e ho piacere di ricordare, oltre mio padre, anche Roberto Santoro, purtroppo anche lui scomparso da tempo, che fu il primo presidente e ideatore del nostro sport. Dopo la sua morte , circa undici anni fa,le redini del gruppo passarono a mio padre e, dopo la sua scomparsa, al sottoscritto».

Quanti sono gli appassionati di macchinine telecomandate del Gymnasium?

«Circa una ventina che vengono quando vogliono (meglio dire venivano purtroppo) portando il loro mezzo da casa. Ma non mancavano nemmeno i “curiosi” ovvero i genitori che portavano i bambini ad assistere allo spettacolo delle macchinine che “correvano da sole. Gli orari erano fissati nel pomeriggio dalle ore 18 alle 20. L’iscrizione è di 130 euro annuali e non ce la sentivamo di portarla a una cifra più alta».

Avete avuto occasione di organizzare, in questi anni di attività, eventi nazionali?

«Certo e con grande partecipazione di appassionati che provenivano da tutte le parti d’Italia. Sono stati momenti di grande soddisfazione per mio padre e per tutti i soci livornesi che partecipavano alla organizzazione dell’evento e che vedevano ripagati i loro sforzi per far sì che l’autodromo di Livorno guadagnasse credibilità e vedevano ricompensato il loro lavoro».

Ma quali impianti sportivi sono rimasti all’interno dell’impianto di viale Carducci ?

«Direi poco il pattinaggio non c’è più da tempo e comunque anche se volessero riprendere a praticare questo sport la pista necessiterebbe comunque di una manutenzione. Resiste la palestra ad uso solo di pallavolo per i ragazzi di alcune scuole».

Tra poco comunque sarebbe venuto meno l’affidamento quarantennale e avreste dovuto far domanda per partecipare a bando ?

«Sì ma nel frattempo avremmo comunque dovuto pagare l’affitto e non ce l’avemmo fatta. Prima magari c’erano più soci e potevamo sostenere meglio le spese ma ora…».

Si dice che l’amministrazione comunale abbia in mente di edificare un parcheggio nell’area Gymnasium ...

«Questo è quello che si sente dire ma io non sono la persona più adatta per rispondere al quesito. Chiedetelo ai nostri amministratori e loro vi potranno offrire una risposta.So solo che verrà meno uno sport (anche se non smetto di credere ad un ripensamento) che coinvolgeva sia giovani sia adulti. Mi vengono in mente le parole di Roberto Santoro quando lanciò l’idea della pista di modellismo: ”Servirà anche a togliere tanti ragazzi dalla strada. E di quelle parole ho fatto tesoro».


 

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