Il Tirreno

Livorno

Il caso

Livorno, trovata morta in casa: era stata dimessa dall’ospedale 48 ore prima

di Stefano Taglione
Un’ambulanza della Croce rossa italiana davanti all’ingresso del pronto soccorso di Livorno (foto d’archivio)
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Un’ambulanza della Croce rossa italiana davanti all’ingresso del pronto soccorso di Livorno (foto d’archivio)

La donna era stata portata al pronto soccorso con un trauma cranico dopo una caduta: sarà eseguita l’autopsia

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LIVORNO. È morta 48 ore dopo le dimissioni dal pronto soccorso, dov’era stata visitata dopo una caduta accidentale avvenuta in casa. È sotto sequestro da parte della procura la salma di Vanda Barbieri, l’ottantenne fiorentina (residente a Livorno) trovata morta nel letto del suo appartamento di via della Cappellina, zona Garibaldi, poco dopo le 18 di lunedì scorso. L’anziana, qualche giorno fa, era caduta procurandosi un trauma cranico e due lividi ben visibili all’altezza degli occhi e il medico di turno nel reparto di emergenza-urgenza labronico, dopo una Tac cranica, aveva firmato le sue dimissioni raccomandandosi però che non rimanesse da sola.

I familiari sono rimasti con lei fino alla serata di domenica scorsa, per oltre un giorno, con la donna che fino a quel momento stava bene. La figlia, che abita a Prato, l’ha salutata solo per qualche ora. E dalla mattinata di due giorni fa non è più riuscita a mettersi in contatto con lei. Scoprendo purtroppo del decesso dopo l’intervento congiunto nell’appartamento a ridosso del centro, da lei richiesto al 112, di vigili del fuoco, volontari della Croce rossa e della Misericordia di via Verdi (questi ultimi con l’ambulanza con a bordo il medico del 118) e agenti della polizia di Stato, allertati in quanto la morte è avvenuta senza alcun testimone e quindi, come da prassi, richiedeva alcuni approfondimenti.

Vanda, infatti, abitava da sola. Ed era rimasta sola poche ore prima della tragedia, quando la figlia l’ha salutata. I poliziotti delle volanti, durante i loro primi accertamenti, hanno escluso fin dall’inizio ogni possibile altro fattore esterno ipoteticamente collegabile alla tragedia, ad esempio che si sia trattato di un omicidio. Nessun segno di forzatura sugli infissi o sulle porte dell’appartamento, con arredi e oggetti tutti in ordine. Il motivo per il quale il pubblico ministero Giuseppe Rizzo non ha restituito la salma ai familiari è per capire se vi possa essere una qualche correlazione fra la caduta accidentale (e il percorso clinico al pronto soccorso) e il dramma. Potrebbe anche non esserci un legame fra le dimissioni e l’incidente domestico. Per questo, nelle prossime ore, verrà eseguita l’autopsia.


 

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