Gioco
Haring, Guttuso, Munari, Schifano: a Livorno una collezione di Arte contemporanea di respiro europeo
Viaggio nella nuova sezione del Museo della Città, Cova: «Veri capolavori»
LIVORNO Lucio Fontana, Bruno Munari, Renato Guttuso, Emilio Vedova, Haring, Schifano. La lista è lunga. Gli autori preziosi. Le opere grandi. «Chiedere quale sia il pezzo più bello in mostra e equivale a chiedere qual è il piatto più buono della cucina italiana. Impossibile rispondere». È un Paolo Cova al settimo cielo, quello che accoglie le decine e decine di ospiti arrivati per l’inaugurazione ufficiale della rinnovata sezione Arte Contemporanea al Museo della Città, in Venezia.
Si trova negli spazi dell’ex chiesa del Luogo Pio, è sviluppata su due piani, con estrema funzionalità. Subito all’ingresso, infatti, si trovano le due linee temporali (una per sezione) che introducono dolcemente il visitatore, ponendo solide basi per una visita concreta. E costruttiva. Poi ci si immerge nella bellezza di un genere, non ancora apprezzato come invece meriterebbe di essere. E i nomi che si incrociano camminando, curiosando e osservando sono davvero di primissima fascia: Lucio Fontana, Bruno Munari, Renato Guttuso, Emilio Vedova, Mario Schifano, Keith Haring, Arnaldo Pomodoro, Pino Pascali. La lista è lunga. I nomi grandi.
«È una collezione in grado di stimolare persone provenienti da tutta Italia a e da tutta Europa - prosegue il direttore scientifico del Museo della città- perché ci sono artisti significativi non solo per il contesto livornese. Tutti gli apparati didattici sono nuovi, pensati per il pubblico, anche quello che si approccia per la prima volta al mondo dell’arte contemporanea. Le didascalie parlanti, i pannelli, servono per costruire la narrazione. Chi vuole li legge. E chi non vuole consultarli può immergersi solamente nelle opere».
Al taglio del nastro oltre a Cova sono presenti il sindaco Luca Salvetti, l’assessore Simone Lenzi e la professoressa Carla Subrizi, presidente della Fondazione Gianfranco Baruchello, l’artista livornese recentemente scomparso, presente in esposizione con alcuni pezzi straordinari.
«Nel campo culturale dopo 5 anni il nostro bilancio è assolutamente eccezionale - spiega Salvetti- Basti pensare alle mostre: da Modigliani a Banksy fino ad arrivare all’attuale Leonardo, e a questa riapertura del museo contemporaneo, riallestito, arricchito. Una proposta di grande spessore, alla quale seguirà il riallestimento del Museo della Città. È quello che volevamo all’inizio del mandato, ed è quello che abbiamo ottenuto. Anche con un riscontro di presenze, senza precedenti».
Il sindaco, prima di cedere la parola a Lenzi sottolinea come negli ultimi anni la media dei visitatori annuali sia passata da 8 mila a 40mila.
«L’idea che ci ha guidato quando abbiamo iniziato l’avventura amministrativa - dice l’assessore - fu quella di accendere una luce su una struttura espositiva straordinaria, come riconoscono tutti. Adesso andremo verso il riallestimento del Museo, secondo una nuova idea, fondamentale: noi non abbiamo la Gioconda, quel pezzo che da solo attira di continuamente la massa dei visitatori. Ogni volta dobbiamo rivitalizzare: una parte avrà particolare attenzione al periodo che va dalla “Livorno delle Nazioni” in poi; e una seconda ospiterà le mostre temporanee. In questo percorso era fondamentale partire col l’avventura del contemporaneo. Livorno ha un assortimento straordinario in questo senso. Ed era giusto dare il risalto che merita».
Il lungo lavoro ha visto il complessivo ristudio dell’intera raccolta contemporanea del Comune con una selezione di circa 100 opere d’arte, realizzate dal 1945 ad oggi. «Livorno - conclude Cova- possiede veri capolavori di artisti, designer, maestri straordinari, e ora tornano ad essere visibili a tutti. Una collezione che deve essere parte integrante della cultura di questa città».
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