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A Livorno tra Mozart, Mahler e Schubert: il talento di Tjeknavorian guida l’Orchestra della Toscana

A Livorno tra Mozart, Mahler e Schubert: il talento di Tjeknavorian guida l’Orchestra della Toscana<br>

Sul palco del Teatro Goldoni il nuovo appuntamento della stazione sinfonica

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Livorno Il talento di Tjeknavorian e Eickhoff con l’Ort tra Mozart, Mahler e Schubert. Il nuovo concerto in programma sabato 27 gennaio alle 21 al Teatro Goldoni vede ben 12 biglietti omaggio (sei coppie) per i lettori del Tirreno che parteciperanno al quizzone che uscirà sul giornale in edicola venerdì 26 gennaio. Saranno i più veloci che risponderanno in maniera corretta alla domanda che sarà pubblicata. E cosa andranno a vedere? Il grande direttore d’orchestra viennese Emmanuel Tjeknavorian alla guida dell’ Orchestra della Toscana.

Nemmeno trent’anni, figlio d’arte (il padre, direttore d’origine persiano-armena, gli ha dato le prime lezioni), Tjeknavorian è già alla sua seconda vita artistica, quella da direttore d’orchestra, dopo che la prima, da concertista di violino, lo ha visto protagonista nelle sale più rinomate a livello internazionale insieme ai più grandi musicisti del nostro tempo (l'anno scorso ha inaugurato la stagione della Filarmonica della Scala con Chailly direttore), a partire dal suo successo al Concorso Internazionale Sibelius nel 2015.

«Credo che oggigiorno la gente abbia bisogno di musica che possa provocare reazioni come lacrime o risate. Emozioni forti, comunque», è il suo pensiero. Dopo aver imbracciato a lungo uno Stradivari, ora ad attrarlo è soprattutto il podio. Il giovane Maestro, che in Austria è nato (in questa stagione tornerà tra l’altro a dirigere la Wiener Symphoniker), trova proprio nel repertorio viennese il suo habitat naturale. Il programma di sabato con l’Ort ne è un esempio. La Sinfonia K. 338 di Mozart, tiene conto dello stile italiano di moda all’epoca ma già lo inserisce entro un discorso di stringente logica musicale, immergendolo nella sostanza timbrica messa a punto da Haydn, il papà della sinfonia viennese.

Quarant’anni dopo, nel 1818, ecco lo Schubert ventunenne della Sesta sinfonia inginocchiarsi ai piedi di Haydn e di Mozart, a quell’epoca assurti a modelli ineludibili. Un gran salto che porta a fine 800 con Mahler: quattro Lieder su testi ricavati dal Knaben Wunderhorn, il “Corno magico del fanciullo”, raccolta di antiche poesie popolari tedesche compilata a inizio secolo dai poeti Clemens Brentano e Achim von Arnim. Ad interpretarle sarà il mezzosoprano Valerie Eickhoff. Le quattro canzoni sono Verlorne Müh (“Fatica sprecata”), in cui una ragazza cerca invano di conquistare uno che le piace; Wer hat dies Liedel erdacht? (“Chi ha inventato questa canzoncina?”), dove invece una melodia intonata da una fanciulla riesce a far battere i cuori dei maschietti; Rheinlegendchen (“Piccola leggenda del Reno”), la storia di un anellino gettato nel fiume. E ultimo, straziante, Wo die schönen Trompeten blasen, “Dove suonano le belle trombe”. Info. Biglietti disponibili al botteghino del Teatro domani 10/13; oggi, venerdì e sabato 16.30/19.30 ed online su goldoniteatro.it e ticketone.it. Posto unico 10 euro- 5 euro ridotto under 20. l

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di Redazione web