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Donna di Livorno imputata per stalking: «Perseguitava una barista per gelosia»
L’avrebbe «pedinata quotidianamente», controllandole i profili social «in modo ossessivo» e appostandosi perfino sotto la sua abitazione. Insultandola pure nel locale, davanti ai clienti
LIVORNO. L’avrebbe «pedinata quotidianamente», controllandole i profili social «in modo ossessivo» e appostandosi perfino sotto la sua abitazione. Insultandola con espressioni del tipo «tr… sei una rovina-fidanzamenti», con scenate di gelosia perfino davanti ai clienti del bar dove lavorava la vittima. Una cinquantacinquenne livornese è a processo per atti persecutori nei confronti di una ventiquattrenne nata in Emilia e residente nella nostra città, che lavora in un locale della periferia labronica.
Episodi che sarebbero avvenuti in un arco di tempo abbastanza esteso, dall’agosto del 2020 al maggio dell’anno successivo, quando erano ancora in vigore alcune delle norme attuate per contrastare la pandemia da Covid-19. L’imputata «faceva scenate di gelosia di ogni tipo – si legge nel decreto che dispone il giudizio per la donna, difesa dall’avvocata Barbara Luceri – ogni volta che la parte offesa anche per lavoro si relazionava con uomini, fino a ingenerarle uno stato di ansia e attacchi di panico».
La procura, per l’imputata, aveva chiesto il rito immediato, ma la sua legale ha deciso di andare a dibattimento, con parte dei testimoni (quelli della lista depositata dal pubblico ministero) che sono stati ascoltati nell’udienza di lunedì scorso. Secondo il racconto della vittima – che nel corso del procedimento penale è stata ascoltata in tribunale, ma non si è costituita parte civile – la cinquantacinquenne sarebbe stata gelosa nei suoi confronti in quanto desiderava avere una relazione con lei. Il giudice ha già messo in calendario la prossima udienza, in cui saranno ultimati i testimoni da sentire, mentre a maggio ci sarà la sentenza.
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