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Livorno, due giorni di visite al parco di Villa Rodocanacchi
Voliere, vasca, pozzo: i cittadini potranno scoprire i nuovi tesori riportati alla luce dai volontari dell’associazione Reset
LIVORNO Nuovi tesori tutti da scoprire. Che tornano alla luce grazie al lavoro e alla passione dei volontari dell’associazione Reset. È la belle Epoque del parco di Villa Rodocanacchi che sabato 27 e domenica 28 gennaio si farà ammirare. Il gruppo di appassionati, forte della sua convenzione triennale con la Asl proprietaria del bene per la manutenzione e la valorizzazione del parco, apre le porte dalle 9 alle 14. «Non occorre prenotare e le visite ovviamente sono gratuite», sottolinea Giuseppe Pera, presidente Reset. È lui a illustrare con la meraviglia negli occhi le ultime sorprese. Tutte concentrate nella parte retrostante della Villa, nella zona del giardino ornamentale che in questo momento stanno ripulendo «per valorizzare alberi e specie rare», continua.
Così insieme ai beni già recuperati come il lago, le gallerie sotterranee dove arrivava l’acqua che alimentava il lago, gli imbarcaderi, il mulino ecco che il lavoro quotidiano di Reset insieme ai detenuti della Casa circondariale “Le Sughere” aderenti al progetto “Mi riscatto per il futuro”, a persone che devono svolgere Lavori di Pubblica Utilità del Tribunale di Livorno in sinergia con l’Ufficio Uepe del Ministero della Giustizia e a persone in inserimento socio-lavorativo inviate da Usl Toscana Nord Ovest ufficio Serd di Livorno stanno tornando a vivere anche le due voliere, il pozzo e la vasca dietro alla villa settecentesca.
Una vasca dove nei lavori di recupero è stata ritrovata una ceramica ottocentesca di porcellana 5 centimetri con la scritta “Camelia Contessa Archinto”. Esperti al lavoro per capire. Per arrivare a verificare se quella vasca un tempo poteva essere dedicata alla coltivazione di camelie. Magari una specie rarissima dedicata alla contessa Archinto di quella ricchissima famiglia
di banchieri milanesi che ha fatto storia. Per non parlare di quelle voliere dei pavoni che mattoncino dopo mattoncino, come un puzzle, stanno tornando al vecchio splendore. E anche qui con la sorpresa di incisioni sui mattoncini rossi che aprono mondi: “Eg Andreini, Gragnani”. «Gragnani era proprietario di una fornace, forse quei mattoncini venivano da lì», aggiunge
Pera. Che chiude ricordando le due visite di sabato 27 e domenica 28 gennaio: «Per la prima volta chi verrà potrà fare un giro veramente completo di questo meraviglioso parco».
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