Gioco
Livorno, ecco i 20 anni del nuovo Goldoni. La rinascita è nel segno di Ciampi
Un lungo restauro costato 17 milioni e 586mila euro fu la sua nuova vita. Oggi come allora il teatro festeggia con Cavalleria rusticana di Mascagni
LIVORNO. Quella mano che saluta il pubblico. Era il 24 gennaio 2004: il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi nella sua Livorno, in prima fila per quell’occasione che non poteva perdere: il Teatro Goldoni - quello che lui quasi vedeva dalla finestra della sua casa di ragazzino allora in via della Beneficenza (oggi via Poggiali) nel cuore del centro - veniva restituito alla città dopo una lunga ed accurata opera di restauro. Fu una serata epocale, trasmessa in diretta tv, con la messa in scena del capolavoro del compositore Pietro Mascagni Cavalleria rusticana diretta dal Maestro Massimo De Bernart, allora già gravemente ammalato. Ieri come oggi. Venti anni dopo, mercoledì 24 gennaio, alle 20, la Fondazione Teatro Goldoni vuole ricordare questo anniversario alla presenza di alcuni degli artefici di quella
riapertura, e con una messa in scena di una nuova produzione del titolo mascagnano che sancì la rinascita del teatro livornese.
Una rinascita voluta con grande caparbietà dall’allora sindaco Gianfranco Lamberti che riuscì ad ottenere i finanziamenti per la ristrutturazione del teatro cittadino che cadeva a pezzi, restituendo alla città un autentico gioiello che rispettava l’originalità del primo progetto firmato da Giuseppe Cappellini grazie a un lungo restauro diretto dall’architetto Pippo Dipietrantonio. Ed è proprio lui, con orgoglio, a ricordare quel prestigioso lavoro che ebbe la benedizione anche dell’allora sindaco di Roma, Walter Veltroni, che all’epoca in cui era ministro per i Beni Culturali sostenne attivamente il recupero del Goldoni. «Tra i lavori preparatori, quelli esecutivi e i successivi di perfezionamento è stato un restauro da 17 milioni e 586mila euro, ovvero poco più di 34 miliardi delle vecchie lire».Quella sera di 20 anni fa il Presidente Ciampi con a
fianco la moglie Franca tornò con la memoria agli anni della sua
giovinezza, quando spesso ascoltava provenire dalle finestre aperte del Goldoni la musica.
«È una grande emozione entrare in questo Teatro – aveva affermato all’epoca il Presidente- Stavo ad un tiro di schioppo da
qui, sono nato in corso Amedeo angolo via della Beneficenza al quarto piano, a 150 metri dal Goldoni e quand’era primavera e si facevano le prove per qualche opera o concerto, dai finestroni aperti del loggione la musica entrava nella mia stanza. Il Goldoni è un gioiello del Teatro italiano, con la sua straordinaria cupola che permette di vedere il cielo».
E da quella sera di due decadi fa, la musica è tornata a fluire
nell’ampia cavea del Goldoni, e con essa le altre discipline teatrali,
come la danza, la prosa, i concerti, gli spettacoli multimediali. Ne
parla Fulvio Venturi: «L’opera l’ha fatta da padrona, così come nella quintessenza dei teatri italiani edificati nell’ 800», scrive il
musicologo. Che va nei dettagli: «Circa 90 spettacoli d’opera sono stati allestiti in questi 20 anni, dal Barocco all’opera Contemporanea. Spiccano titoli come Acis and Galatea di Haendel, Dido and Aeneas di Purcell, Paride ed Elena di Gluck, ma anche il feerico Midsummer Night’s Dream di Britten, Il Cappello di Paglia di Firenze e Napoli Milionaria di Rota, Maria de Buenos Aires di Piazzolla, La Tragédie de Carmen di Georges Bizet e Peter Brook».
L’appuntamento fuori abbonamento della stagione lirica di mercoledì ha, per tutto questo, un sapore speciale. In scena un nuovo allestimento della celeberrima opera di Mascagni prodotto dal Teatro di Tradizione livornese, con la regia di Emanuele Gamba e la direzione di Mario Menicagli sul podio dell’Orchestra e Coro
del Teatro Goldoni; maestro del coro Maurizio Preziosi; scene del Teatro Goldoni, costumi Fondazione Cerratelli, luci di Michele Rombolini.
Di valore il cast, con una Santuzza livornese, Valentina Boi che è uno dei giovani soprani dal temperamento drammatico italiani più in vista nei teatri nazionali ed esteri; Turiddu interpretato dal tenore francese Amadi Lagha; con loro il baritono Min Kim (che sarà Alfio), nato in Corea del Sud nel 1991, proveniente dall’Accademia del Maggio Musicale; Lola sarà Noemi Umani vincitrice anche lei di un premio speciale al concorso "Voci Mascagnane" 2022 al Goldoni; nel ruolo di mamma Lucia il soprano spagnolo Rosa Pérez Suárez.
«Sono disponibili gli ultimi biglietti acquistabili al botteghino aperto martedì dalle 10 alle 13 e mercoledì dalle 16,30 alle 19,30 online su goldoniteatro.it e ticketone.it», chiudono dal Teatro.
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