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Livorno, addio a Massimo Bertolini: militante, sindacalista e tecnico nelle scuole
Il racconto degli amici: «Un uomo colto e concreto»
LIVORNO. Era un uomo attento alla sostanza. Uno che, nel periodo di militanza politica, ha fatto dei programmi e dell’ideale le sue linee guida. Giorno dopo giorno. E tale era anche sul lavoro: appassionato, preparato e schietto. Massimo Bertolini è morto ieri all’ospedale di Livorno dopo una malattia. Aveva 76 anni e lascia un grande vuoto nei cuori delle tante persone che gli volevano bene. In quelli dei vecchi amici, compagni e degli ex colleghi. E soprattutto in quelli dei familiari: della moglie Liliana e della figlia Barbara.
Il basco blu, la pipa, gli occhiali da intellettuale. Bertolini era un uomo del Sessantotto. Anzi, era lui stesso l’immagine del Sessantotto. «Massimo – racconta l’amico Antonio Stefanini, detto Piru – nel 1969 entrò nei gruppi comunisti della IV internazionale».
Quelli che poi confluirono «nella Sinistra Anti capitalista». Bertolini, prosegue Stefanini, era un compagno metodico, molto attento alle regole. Ed è sempre stato un molto studioso». Bertolini, insomma, era uno di riflessione. Apparteneva all’ala intellettuale della sinistra militante.
«Era un pensatore che, però, poi riusciva a mettere in pratica ciò in cui credeva». E l’ha sempre fatto con grande passione. Perché questo, per lui, era l’impegno: passione e militanza tra le fila livornesi dei gruppi di sinistra.
«Massimo era un uomo metodico e sempre molto attento ai programmi – prosegue Antonio Stefanini –. Quando parlavamo di elezioni, per esempio, tirava sempre in ballo il programma, che per lui era essenziale. E diceva che nella politica ci voleva sempre coerenza».
Militante e amante dei dischi in vinile, di cui aveva un’ampia collezione, Massimo Bertolini, prima della pensione, aveva lavorato come tecnico nei laboratori di alcune scuole superiori e medie di Livorno. E, per un periodo, aveva svolto anche attività sindacale con la Cgil occupandosi di scuola, contesto in cui ha lavorato per parecchi anni.
Cordoglio è espresso dalla federazione livornese del Partito della Rifondazione Comunista, che di Massimo Bertolini ricorda «la sua coerenza e il suo impegno per una trasformazione rivoluzionaria della società tutta».
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