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Livorno polo diagnostico: 400 visite col maxi endoscopio

di Marcello Mastrocola
Il direttore di Endoscopia Digestiva Raffaele Manta (Foto di Franco Silvi)
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Il direttore di Endoscopia Digestiva Raffaele Manta (Foto di Franco Silvi)

Il direttore Manta: «Qui pazienti anche da fuori regione»

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LIVORNO. È simile ai normali strumenti impiegati, per esempio, in una gastroscopia. Ma usa gli ultrasuoni per analizzare le pareti di pancreas e tratto gastro intestinale. È, dunque, più performante essendo di fatto in grado di effettuare, contemporaneamente, ecografia, endoscopia e biopsia. Ecco, in sostanza, che cos’è il nuovo ecoendoscopio da 100mila euro acquistato per il reparto di Endoscopia Digestiva dell’ospedale di Livorno. È uno dei primi di questo tipo in Toscana fuori dai centri universitari (Pisa, Firenze e Siena). Dunque sarà un punto di riferimento anche per chi non abita a Livorno e permetterà di effettuare 400 visite l’anno. Questa, quanto meno, è la stima, considerando che si tratta di prestazioni specialistiche a cui si è indirizzati dal medico. Non è, in sostanza, un esame che si può prenotare al Cup.

Si chiama ecoendoscopio Eus (Endoscopic Ultra Sonography) ed è prodotto dalla Pentax Medical, divisione del conglomerato giapponese Hoya Group ed è stato presentato ieri dal direttore sanitario dell’Asl Giacomo Corsini, dal direttore dell’ospedale Carneglia e dal direttore di Endoscopia Digestiva Raffaele Manta. Presente anche il sindaco Luca Salvetti, che ha rimarcato come con questa innovazione l’ospedale di Livorno sia sempre di più «un polo di rilevanza su base regionale. Il nostro ospedale potrà accogliere anche cittadini di altre città, oltre ai livornesi».

La stima, appunto, è di circa 400 esami annui per un apparecchio che è già operativo. «Si tratta di uno dei migliori prodotti disponibili sul mercato – dice il dottor Manta – che permetterà al nostro reparto di diventare un polo diagnostico di riferimento su base non solo regionale, facendo risparmiare tempo ai nostri pazienti e riuscendo a raggiungere una platea più ampia. Perché questo fino ad ora era uno dei problemi: tante visite in una sola mattinata con personale sempre molto attivo ma con una carenza organica che non permetteva di poter fronteggiare tutta la richiesta. E tutto ciò vedeva inevitabilmente allungare le liste di attesa. L’ecoendoscopio è immediatamente operativo, non ha bisogno di messe a punto e ha in più una ineccepibile manutenzione che in caso di bisogno verrà fornita dall’azienda produttrice».

Rispetto a macchinari più datati, il nuovo apparecchio acquistato dall’azienda sanitaria livornese permetterà un notevole potenziamento delle capacità diagnostiche per la tutela della salute dei pazienti affetti da patologie a esofago, stomaco, colon-retto, pancreas, vie biliari o fegato, migliorando i risultati clinici e la qualità delle immagini, in particolare sulla visualizzazione dei vasi e con un beneficio anche per la manovrabilità e, con ogni probabilità, per la durata nel tempo del macchinario. L’ecoendoscopio permetterà di effettuare anche più visualizzazioni contemporaneamente, velocizzando quindi controlli che prima avrebbero richiesto tempi più dilatati, e con una qualità complessiva delle indagini nettamente superiore anche sul piano qualitativo. «Il suo utilizzo – conclude Manta – è destinato alla diagnosi e alla sorveglianza delle patologie oncologiche, ma anche allo studio di patologie benigne del pancreas e delle vie biliari. Può essere poi utilizzato come strumento interventistico per eseguire ago-aspirati e ago-biopsie, ma anche drenaggi di raccolte fluide o particolari trattamenti antidolorifici mirati».

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